Un raggiro da 300 mila euro. Tanto avrebbe ‘spillato’ un avvocato di Cassino ad una nota imprenditrice di Isernia ma con attività in passato anche nella città martire.
Una vicenda delicata e per certi versi penosa quella approdata davanti ai magistrati della Procura di Perugia dopo una dettagliata informativa presentata dalla Guardia di Finanza molisana. L’avvocato per molto tempo ha curato gli interessi della signora sia legali che amministrativi. Una sorta di braccio destro che veniva adeguatamente retribuito. Diversi anni fa, però, l’imprenditrice viene colpita da un grave lutto: muore il figlio. Una disgrazia lo ha strappato all’affetto dei suoi famigliari a poco meno di trent’anni. Una tragedia che sconvolge tutti e in particolar modo la madre che inizia a non seguire più gli affari in prima persona. Essendo separata e non avendo un’altra persona di cui fidarsi delega in tutto e per tutto l’avvocato. Tutto sembra andare per il verso giusto, almeno per i primi tempi. Il legale approfittando della poca lucidità della cliente, come accertato dalle indagini, avrebbe fatto firmare alla stessa deleghe per prelevamenti anche di una certa consistenza. Un modus operandi che non passa inosservato ai vertici della banca presso la quale da anni la donna è stimata cliente. Sono gli stessi funzionari a chiedere aiuto alle Fiamme Gialle p rima e alla donna poi. Un’indagine che ha fatto emergere le maleffatte e che ha portato il professionista cassinate a finire sotto processo per ‘appropriazione indebita’ e ‘truffa’. L’avvocato se dovesse risultare colpevole in tutti e tre i gradi di giudizio rischia la radiazione perpetua dall’albo. Angela Nicoletti
