“Lampedusa sia indicata per il Nobel per la Pace. Anche se non l’ha vinto, ingiustamente nel 2016, questa volta se lo merita tutto. Sono 32 anni che si impegna, ed è instancabile. L’isola non ha mai rifiutato nessuno. Non ha mai eretto muri con fili spinati. Se da Oslo devono scegliere, il Nobel lo dovrebbero dare a Lampedusa insieme alle isole greche; in modo particolare Lesbo. Se diciamo che il Mediterraneo unisce – ed è vero che unisce – dovremmo unire i popoli che sono in prima linea per soccorrere i migranti”. Cosi Marco Paccagnella presidente di Federcontribuenti in un appello alla Comunità Scientifica, al Comitato per il Nobel norvegese e allo Storting, il parlamento monocamerale norvegese per dare ”un messaggio di speranza per i diritti umani e per la legalità nel Mediterraneo”. Oggi intanto sull’isola è prevista la visita di Ursula Von Der Leyen insieme a Giorgia Meloni.
Una lettera con l’appello e la proposta di indicare Lampedusa per il Nobel per la Pace sarà consegnata all’ambasciata di Norvegia in Italia. Il premio, ricorda l’associazione dei consumatori e contribuenti italiani, non può essere genericamente assegnato agli abitanti di un paese, per questo motivo – già nel 2016 – venne suggerito il Comune di Lampedusa, cioè l’istituzione che meglio rappresenta il popolo e le designazioni vengono fatte tra settembre e gennaio. “Bisognerebbe rivedere il trattato di Dublino – sottolinea – ma Lampedusa e l’Italia sono i campioni del mondo in accoglienza e solidarietà. Premiare un’isola e i suoi abitanti, i suoi volontari, le forze dell’ordine di terra e di mare – fa presente Paccagnella – con un riconoscimento internazionale altamente significativo servirebbe anche a svegliare l’Unione Europea dal suo torpore, da un silenzio talvolta fatto di egoismo e indifferenza, e spingerla a occuparsi del dramma di intere popolazioni di migranti che non puo’ essere affidato alla generosità e dall’altruismo di un solo paese o addirittura di un piccolo comune”, conclude Federcontribuenti.
