E Zeus, colto dalla collera per i comportamenti di Ate, prese la divinità per i capelli e la scaraventò sulla terra, esiliandola per sempre dall’Olimpo. Non perdonò di fatto il suo modo di fare e di essere, né i continui intrighi e tranelli a lei riconducibili. Grazie a lui Ate era diventata una divinità e sempre grazie a lui fu cacciata definitivamente dal monte degli dei. Grande risonanza ebbe la notizia e molti furono i commenti dei mortali e degli dei.
L’episodio ha insegnato, per millenni e millenni, ad intere generazioni, che chi semina discordia, cattiveria, inganno e vendetta… nulla di buono o di diverso può aspettarsi in cambio dal destino. Chi distrugge… nulla può ricevere di costruito per sé. Chi umilia senza pietà… niente può ottenere se non di essere umiliato. Perché le situazioni cambiano e colui che è stato carnefice può ritrovarsi vittima e trovarsi a subire ciò che tante volte ed in tanti modi ha inflitto. Così, mentre “Ate” se ne va, sconfitta nei suoi intenti, è sola. Un eco l’accompagna. Un’eco che si diffonde nell’aria; una voce che, mista di gioia, di sollievo e di contentezza pura, ripete senza tregua… “ERA ORA!!! DOPO TANTI ANNI DI BUIO IL SOLE TORNERÀ A SPLENDERE!!!” Oggi come allora il famoso racconto mitologico è attuale. E per le strade e tra la gente di Sora si distingue quella famosa voce che continua a ripetere “ERA ORA!!! DOPO TANTI ANNI DI BUIO IL SOLE TORNERÀ A SPLENDERE!!!” IreMiz
