(di Cesidio Vano) Una legge regionale per tutelare e promuovere nel Lazio i dialetti locali. La proposta arriva dai consiglieri regionali di centrodestra Cosmo Mitrano, Fabio Capolei, Giorgio Simeoni, Mario Luciano Crea, Marika Rotondi, Laura Cartaginese, Edy Palazzi, Nazzareno Neri, Giuseppe Cangemi, Orlando Tripodi, Emanuela Mari e Vittorio Sambucci.
Agli atti della Pisana, infatti, è stata depositata la proposta di legge n. 55 dello scorso 26 luglio con cui si punta proprio a intervenire con misure concrete a sostegno dei dialetti. Nella relazione che introduce l’articolato legislativo si spiega che: “Secondo alcuni dati diffusi dall’Unesco, sono moltissime le lingue a serio rischio di estinzione e oltre un centinaio di queste si rinvengono nei Paesi dell’Unione Europea. In base a questi studi, l’Italia è uno dei Paesi al mondo con più varietà di dialetti: ogni comune, infatti, ne possiede uno. Per molti anni i dialetti sono stati però dimenticati e accantonati. La scomparsa dei dialetti, accelerata dal dopoguerra, viene ricondotta a una scelta precisa dall’alto, ‘perché il Paese aveva bisogno di affermare la propria lingua ufficiale’”. Come per l’italiano – si ragiona inoltre -, anche i dialetti rispecchiano culture e tradizioni particolari, sono autonomi, nel senso che hanno la loro grammatica, la loro fonetica e il loro lessico. Somigliano all’italiano perché provengono dall’origine comune, cioè dal latino volgare e quindi fanno parte alla medesima famiglia neo-latina. Con l’Unità d’Italia si avviò però un necessario processo di unificazione linguistica. All’inizio del Novecento, partì poi la diffusione della lingua italiana come lingua orale, promossa attraverso i programmi scolastici ed affermatasi veramente come lingua madre solo con la diffusione dei mass media. “Il prezzo di questa conquista – annotano i presentatori della legge – è stato il sacrificio degli idiomi dialettali in ragione di presunta emancipazione da una situazione di subalternità sociale e culturale da essi rappresentata a livello linguistico”. “Negli ultimi tempi però – sostengono i promotori della legge -, una nuova sensibilità è venuta affermandosi, una sensibilità che può ben essere riassunta nella frase del celebre filologo italianista, Ezio Raimondi: “… occorre tutelare anche il paesaggio della lingua, oltre quello naturale. Oggi che la barbarie dominante cancella ogni radice si riscopre il dialetto nel teatro, nella musica, nella letteratura. Non come folclore consumistico ma come lingua dell’anima (…)”. In tale contesto, la presente proposta di legge depositata si pone l’obiettivo di riconoscere, preservare e valorizzare l’importante patrimonio culturale costituito dai dialetti, “promuovendo una meritoria azione di: tutela, recupero, conservazione e valorizzazione delle testimonianze culturali, storiche e linguistiche che legano le comunità al proprio territorio; sviluppo della ricerca storica e linguistica sull’intero territorio regionale, la pubblicazione di studi, ricerche e documenti, la valorizzazione della lingua e della toponomastica; l’organizzazione di manifestazioni rivolte alla valorizzazione di usi, costumi e tradizioni proprie delle comunità, anche indirizzate all’utilizzo delle lingue nell’ambito di forme artistiche e di iniziative di comunità”. La bozza di legge prevede anche lo stanziamento per le finalità dette di euro 200.000,00 per gli esercizi finanziari 2023-2024-2025. La giunta regionale annualmente approverà un apposito “Piano degli interventi” per la salvaguardia dei dialetti, piano su cui vigilerà un apposto Comitato scientifico detto “Comitato dei dialetti”, presieduto dall’Assessore regionale competente in materia, o suo delegato, e composto da sei membri scelti, previo avviso pubblico, dal Presidente della Regione “tra esperti dei dialetti di ciascun ambito provinciale, di comprovata competenza nella storia e nella cultura dei dialetti del Lazio, dei quali uno in rappresentanza del territorio di Roma Capitale, uno di quello della Città metropolitana di Roma Capitale e uno in rappresentanza del territorio di ciascuna provincia”.
