(di Alessandro Iacobelli) Alberto Aquilani: l’ex principino ora sogna la scalata in panchina. Centrocampista raffinato originario della Capitale, ha avuto l’onore di dialogare con Francesco Totti e Daniele De Rossi. Appesi gli scarpini al chiodo, ha subito scelto la strada della guida tecnica di un team. In estate ecco la chiamata del Pisa in Serie B.
Nato nel 1984, ha legato la prima parte della sua carriera agonistica soprattutto ai colori giallorossi. Cresciuto nel vivaio di Trigoria sotto gli occhi attenti di Mauro Bencivenga ed Alberto De Rossi, ha scalato rapidamente la trafila delle categorie giovanili fino all’esordio in prima squadra avvenuto nella stagione 2002-2003 (entra in campo nel match di Coppa Italia del dicembre 2002 contro la Triestina). Nell’annata successiva si materializza il passaggio in prestito proprio alla Triestina in B, dove Alberto colleziona 41 presenze con 4 reti. Dal 2004 al 2009 l’affermazione definitiva nella Roma. In totale 101 gettoni e 9 gol all’attivo. La marcatura più significativa certamente quella nel derby del febbraio 2006 con immediata corsa ed esultanza sotto la curva sud. Nell’estate 2009 la prestigiosa chiamata del Liverpool di Rafa Benitez. L’esperienza di Aquilani in Inghilterra però, a causa anche di problemi fisici rilevanti, non si rivela fortunata. Tra il 2010 ed il 2012 indossa le casacche di Juventus e Milan (complessivamente 56 presenze e 3 reti). Ripercorre almeno in parte i fasti romani nella Fiorentina dal 2012 al 2015. In viola scende in campo 81 volte siglando anche 13 gol. Sporting Lisbona, Pescara, Sassuolo e Las Palmas le ultime fermate da calciatore. Partita nel 2019 una seconda vita nel pallone da allenatore in rampa di lancio. Nel vivaio della Fiorentina rompe il ghiaccio nel ruolo di mister della formazione Under 18, entrando poi nello staff di Iachini in prima squadra. Nell’estate 2020 riceve l’investitura da coach della Primavera viola. Nel giro di tre annate si aggiudica ben tre edizioni della Coppa Italia di categoria (nelle rispettive finali contro Verona, Lazio e Atalanta). Da sottolineare pure i trionfi in due edizioni della Supercoppa italiana contro Empoli e Inter. Fautore di un calcio propositivo, aggressivo nel pressing, ma al tempo stesso equilibrato tatticamente. L’impostazione della manovra dal basso è un marchio di fabbrica ben riconoscibile con percentuali di possesso palla molto elevate (quasi del 60% di media). De Zerbi senza ombra di dubbio è un collega a cui l’ambizioso trainer capitolino si ispira quotidianamente. Al timone del Pisa nel torneo cadetto per l’ex principino di Montesacro è di fatto la prima avventura da allenatore nel calcio dei grandi. Venerdì alle ore 17.45 il Frosinone di Eusebio Di Francesco lo conoscerà meglio nella sfida secca di Coppa Italia.
