Allarme deindustrializzazione in Ciociaria, il presidente della provincia convoca gli stati generali

Dario Facci
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(di Dario Facci) L’andazzo va avanti da diverso tempo. Da anni. L’allarme vero, lo spauracchio della deindustrializzazione però è scattato adesso.

Dopo che un imprenditore ormai storico dell’area industriale Anagnina, esponente importante di Unindustria, ha detto che qui non si può più investire, che fare impresa è diventato troppo difficile. E allora sono tornate alla mente le beffe di Amazon, la ferita ancora sanguinante dei cento milioni di investimento di Catalano volati oltre Manica e tante altre fughe, promesse non mantenute, diversificazioni e dislocazioni la cui lista sarebbe chilometrica. Qualcosa, finalmente, si muove, oltre gli allarmismi eccessivi di chi ha interessi non proprio limpidi ad agitare lo spauracchio dell’emergenza, quello che fa sempre comodo quando si devono coprire magagne. Il Presidente della Provincia, Luca di Stefano, ha convocato gli stati generali per il prossimo settembre. Ha rivitalizzato l’utilissimo parlamentino di Palazzo Jacobucci, il famoso Comitato per lo Sviluppo e per il Lavoro della Provincia di Frosinone. Ieri il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini, lo aveva evocato in perfetta sintonia col sindacato, riunito d’urgenza. Il Comitato riunisce la politica, gli imprenditori, i sindacati, le associazioni di vario genere e la Camera di Commercio. Di Stefano li richiama per concentrarsi sulle strategie di rilancio del territorio, quelle che in effetti mancano da troppi anni.
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