(di Dario Facci) Ha ancora parecchio tempo per fare altro di storicamente rilevante. Nel caso contrario il ministro alla Cultura del governo Meloni avrebbe comunque messo a segno qualcosa che lo segnerà in rilievo negli annali: ha messo in atto un provvedimento semplicissimo e che nel resto del mondo sarebbe stato ovvio da sempre. Sangiuliano fa pagare il biglietto ai turisti per visitare il Pantheon. Accadrà per altri monumenti straordinari in breve tempo. Un successone che già il primo giorno, il 4 luglio scorso, aveva fatto incassare qualcosa come 20.000 euro da dividersi tra Ministero, Curia e Comune di Roma Capitale.
Soldi “benedetti” che servono al Campidoglio per tenere in ordine la splendida piazza antistante il Pantheon (voluto, è il caso di ricordarlo sempre, dal ciociaro Marco Vipsanio Agrippa), al Mic per la manutenzione del monumento e alla Chiesa per fare beneficenza. Ovviamente quel provvedimento ha immediatamente, e non si capisce perché, generato delle polemiche: in pratica pagano solo i turisti che hanno più di 18 anni, non pagano i cittadini di Roma, non pagano gli anziani e sono in vigore anche per il Pantheon tutte le convenzioni e le scontistiche che valgono per i musei. Ieri il ministro Sangiuliano ha “bigiato” importanti inaugurazioni e manifestazioni per presenziare invece a una festa rurale, nel cuore dell’Appennino reatino, nel selvaggio altopiano del Rascino dove è stata organizzata la Festa della Montagna. Lo abbiamo raggiunto per sentire cosa pensa della crisi dei territori interni, uno dei veri gravi problemi che sconta il nostro paese. Problemi e pericoli anche di matrice culturale perché la Montagna italiana conserva un mosaico di bellezze, sapienze e veri e propri gioielli monumentali che ora sono in gran parte già in abbandono. Ministro lei nel suo intervento qui alla Festa della Montagna ha detto che ha scelto di essere presente qui a Rascino perché la cultura ha molte facce Guardi, io amo la gente vera, la gente autentica e reale che incontro qui questa mattina. Credo che la cultura debba essere considerata e avere una dimensione diffusa su tutto il territorio nazionale e non solo essere vista come quella dei grandi siti. La Cultura è un alimento dello spirito al quale ciascun cittadino ha diritto ovunque si trovi. Quindi il mio compito è essere anche questa mattina alla Festa della Montagna dell’Altopiano di Rascino. Io qui sto bene. Ho apprezzato soprattutto la qualità umana delle persone che ho trovato da queste parti è questo per me è un dato molto significativo. Promuovere la Cultura dei territori montani dunque si può e si deve, lei ne è convinto Assolutamente sì. Ricordo che Benedetto Croce diceva che il paesaggio è il volto amato della Patria e nel nostro paesaggio c’è veramente tanto. C’è il mare, abbiamo migliaia di chilometri di coste meravigliose, ci sono le zone interne fatte di colline e montagne e ciascun territorio ha la capacità di esprimere una sua potenzialità culturale. Lei ha anche detto che bisogna puntare sulla promozione dei territori interni, sulle loro qualità e bellezze ma anche sul loro sviluppo affinché si generino delle attrattive, diciamo, maggiormente organizzate. E’ noto che stia lavorando per realizzare un grande museo dei Sabini. Sarebbe questa un’iniziativa importante per i territori interni del Lazio E’ una delle iniziative alle quali stiamo lavorando. Non dobbiamo dimenticare infatti che l’Italia sta segnando un’ottima performance turistica globale. Stiamo facendo numeri straordinari. Per esempio a Pompei abbiamo registrato oltre 21.000 visitatori paganti in breve tempo. Dobbiamo provare a portare una parte dei flussi turistici anche in zone meno note ma altrettanto belle della nostra nazione e realizzare, strutturare delle attrattive di qualità certamente aiuta a canalizzare una parte di quei flussi turistici anche in aree interne attualmente misconosciute.
