Anagni – Debiti del Comune, arrivano le conferme dell’assessore Tagliaboschi e di Natalia

Anna Ammanniti
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L’assessore al Bilancio Aurelio Tagliaboschi, conferma ufficialmente l’arrivo dell’atto ingiuntivo che obbliga il Comune a pagare più di due milioni di euro di bollette arretrate dovute per il consumo dell’acqua e dei rifiuti, relative alle strutture comunali.  Ben due milioni di utenze morose che vanno dagli anni 2002 al 2007 accollate sulle tasche dei contribuenti. Il consigliere Daniele Natalia, assessore all’epoca spiega cosa è successo.

Sentito l’assessore Aurelio Tagliaboschi ci ha dichiarato: “Purtroppo è dall’inizio della consiliatura che abbiamo a che fare con situazioni di questo genere. L’amministrazione Bassetta paga il forte debito ereditato  del passato. Va assolutamente precisato che la metà delle entrate di ogni anno  sono destinate a pagare i residui passivi. Nel periodo trascorso di amministrazione siamo arrivati a coprire quasi 20 milioni di passività.  Certo questa ultima tegola aggrava ulteriormente il quadro della situazione; sono somme importanti che comporteranno attenzione ed il Bilancio 2017 ne risentirà in negativo. Credo che sia anche il caso di capire bene perché sia potuto accadere questo.” Abbiamo chiesto spiegazioni in merito, all’amministrazione che governava in quell’epoca.  Sentito l’attuale consigliere comunale di opposizione Daniele Natalia, che in quegli anni, fino al 2005, era assessore comunale. “Sul fatto delle bollette dell’acqua mi trovi impreparato in quanto non era la politica, ossia la giunta e il consiglio, che si occupava di pagare le bollette, bensì gli uffici amministrativi, che ne aveva le competenze. Sui rifiuti posso dirti che c’era un contenzioso in atto, praticamente una diatriba durata tanti anni tra il Comune e la ditta che allora si occupava dei rifiuti. In sostanza, noi dell’amministrazione comunale affermavamo che dovevamo pagare un tot, la ditta diceva che l’importo era un altro. Questa “discordia” di somme, era dovuto al fatto che lo smaltimento rifiuti aveva due strutture di riferimento, una prima a Piglio e l’altra a Colfelice. Per noi sembrava giusto pagare il passaggio a Piglio e il passaggio a Colfelice. La ditta per lo smaltimento rifiuti “pretendeva” invece che pagassimo loro anche il passaggio a Piglio, da qui la contestazione.” Torneremo sicuramente sull’argomento in settimana per avere un quadro preciso della situazione. Anna Ammanniti
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