Tempi biblici per ottenere documenti, certificati, atti notori e così via.
Addetti impiegati una volta a settimana, con esclusivo potere di firma, per cui gli uffici non riescono a disbrigare le pratiche e soddisfare le esigenze degli utenti. Uffici senza responsabile, perché trasferitosi altrove, che aspettano di essere “coperti” quando si sarebbe dovuto provvedere in tempo reale, proprio per non rimanere con la stanza vuota e con gli incartamenti da vidimare. In tutto questo marasma, non c’è intesa per agevolare il pubblico servizio …e gli utenti in attesa! Ed ecco che nella mattinata dello scorso mercoledì, 12 luglio, un residente è stato rinviato a martedì 25 luglio, un appuntamento a due settimane per avere la carta d’identità. Un altro utente che necessitava di un certificato si è rivolto alla locale stazione dei Carabinieri per lamentare i tempi obiettivamente troppo lunghi dell’ufficio. Insomma, un malcontento generale la cui responsabilità viene attribuita ad una macchina amministrativa noncurante, superficiale, sopita. Malumori tra gli stessi operatori in municipio: «Così non si riesce a lavorare, il clima non è mai sereno, i cittadini sono sempre più inferociti, vessano gli operatori che in tutto ciò non hanno alcun onere». Più di qualcuno ha chiesto un colloquio con Dario Di Francesco, romano, uomo di fiducia del sindaco Vittorio Sgarbi, nominato dal Sottosegretario nel suo staff, «È di per sé fallimentare rivolgersi ad uno sconosciuto per poter risolvere un problema “interno” al Comune. Ma i nostri amministratori che fine hanno fatto?». Sara Pacitto
