(di Roberta Pugliesi) Dopo una lunga attesa si è svolto il consiglio comunale sull’Infiorata.
Il primo in seduta pubblica da quando scoppiò, nel 2020, la pandemia da Covid. Per il resto un confronto dai toni in apparenza pacati con i quali c’è stato l’ultimo tentativo, da parte dei consiglieri di minoranza presenti (Altobelli, Caschera, Cerqua, Meglio e Tersigni) di andare a fondo ad una vicenda i cui contorni – ancora e forse per sempre – restano nebulosi. “Nessun processo o caccia al colpevole”, come ha detto Cerqua in apertura dei lavori. L’occasione per rimarcare l’opportunità, forse, di “fare un richiamo per evitare il ripetersi di certi errori“, come ha detto Lino Caschera ma soprattutto per ascoltare “dal vicesindaco e dal sindaco la spiegazione dei fatti e capire una volta per tutte quello che è successo“, ha detto il consigliere Tersigni. Dagli scranni più alti la ricostruzione ora per ora di quanto avvenuto nelle giornate del 10 e dell’11 giugno da parte del vicesindaco, incalzata dalla consigliera Manuela Cerqua. Quest’ultima non ha risparmiato colpi, come quando ha rivelato dinanzi le telecamere il contenuto di una telefonata privata tra l’assessore alla Cultura ed il presidente Antonio Mele che all’epoca dei fatti si trovava in Canada con la delegazione di amministratori dei quali faceva parte anche la Cerqua. Se è vero che “i panni sporchi si lavano in famiglia” è altrettanto vero che qualche spiegazione in più andava data, non tanto ai consiglieri quanto a tutte quelle persone che la notte fra il 10 e l’11 giugno avevano realizzato i tappeti colorati distrutti poi all’alba dalla spazzatrice della società Ambiente e Salute. A quanto pare, però, la pratica per i diretti interessati – ossia i cittadini – sembra già archiviata considerando anche che questa mattina i rappresentanti delle associazioni erano davvero in numero molto esiguo nella sala consiliare. Nessun brusio, in aula non è volata una mosca ed i lavori si sono svolti piuttosto rapidamente liquidando una questione che ha tenuto banco per circa un mese in poco più di un’ora. Ormai è più che chiaro che si è trattato di un errore interno alla società municipalizzata dove gli ordini impartiti sono stati fraintesi. “Si è trattato di un errore umano”, ha detto il sindaco. Le associazioni riceveranno il contributo, per quanto esiguo rispetto al lavoro straordinario fatto, che era stato messo in bilancio per la manifestazione e forse potranno anche essere risarcite. Il sindaco, infatti, rispondendo al consigliere Meglio ha fatto sapere che la società presieduta da Antonio Mele ha avviato l’iter assicurativo per i sinistri.
