Sora – Gli studenti salutano la professoressa Tullia Fiorini, tantissimi auguri per il suo pensionamento

Sara Pacitto
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Dopo 46 anni di servizio la professoressa Tullia Fiorini, docente di musica, va in pensione. Gli auguri delle colleghe, di tutto il personale scolastico dell’I.C. Sora 2 “Riccardo Gulia”, ma soprattutto il saluto dei suoi studenti e delle rispettive famiglie.

Dopo aver vinto il concorso a Roma a metà degli anni ’70, la professoressa Fiorini ha inizialmente insegnato nelle scuole della capitale, poi tornata a Frosinone dove è stata docente in diversi plessi della provincia per concludere la carriera scolastica nel Comprensivo Sora2. “La professoressa che mira dritta al cuore”, così viene definita dagli alunni, gli studenti delle classi della scuola media: un rapporto che va ben oltre l’insegnamento della materia, nelle sue lezioni la docente non ha mai mancato di sollevare spunti di riflessione che hanno indotto i ragazzi a pensare, dibattere, meditare, chiarirsi, su quelle che sono le tantissime sfaccettature della vita nella società moderna. Considerazioni che non sono rimaste “intrappolate” tra le mura della classe ma assorbite e riportate in famiglia o tra gli amici, occasione di confronto costruttivo. Così la professoressa Fiorini: «Non posso nascondere che mi dispiace lasciare gli alunni proprio adesso, la saggezza acquisita con l’età e con l’esperienza sarebbe per loro un’eredità interessante, come anche per i genitori, per le famiglie, che oggi si trovano ad affrontare una realtà sociale caratterizzata da troppe perplessità, incertezze, disagi, problematiche che minano la serenità individuale e, di riflesso, il rapporto con gli altri. Ed è in questo contesto che la scuola ha un ruolo fondamentale, del quale deve riappropriarsi: un luogo dove si cresce, dove si formano le nuove generazioni, dove si sollecitano e si creano le coscienze, nella più stretta collaborazione con le famiglie». L’insegnante non manca di dare un prezioso consiglio, un sostanziale augurio per i giovani: «Per quanto mi riguarda non sono concentrata sulla professione che i miei studenti investiranno in futuro, su ciò che diventeranno, bensì mi tormenta il dubbio se saranno ancora liberi o meno. La libertà di scegliere, di assumersi le proprie responsabilità, di avere la consapevolezza, il coraggio, la forza di distinguere e prediligere in maniera incondizionata, a prescindere dall’influenza dei media, del leader, della massa. Usare il proprio cervello senza riserve è la più grande libertà. Il mio consiglio in tal senso è quello di informarsi, leggere, approfondire ogni argomento, di non lasciarsi mai persuadere, limitare, controllare. Domandatevi sempre chi siete, sappiate rispondere a questa domanda: la propria identità è il valore più importante che si possa avere; riconoscere in sé stessi la propria identità, le proprie capacità, non deve essere un traguardo ma un punto di partenza che ci proietta al mondo. Se siamo in grado di conoscere e riconoscere noi stessi non possiamo non avere poi il rispetto per gli altri, per l’ambiente in cui viviamo, desiderare la pace, ambire a realizzare cose meravigliose. Mai rassegnarsi dinanzi agli avvenimenti, ma lavorare per far emergere quella parte “invisibile” di noi, dettata dall’amore per sé stessi principalmente, che poi si riflette nell’amore per gli altri». Questa è la professoressa Tullia Fiorini, le sue riflessioni, le sue considerazioni, le sue esortazioni: una “bomba” di genuinità mirata alla crescita dell’individuo partendo dalla consapevolezza, non “lezioni di vita” che si perdono strada facendo ma il voler sollecitare un pensiero libero, come un riverbero che illumini le menti. Gli alunni salutano la loro insegnante con un affettuoso “arrivederci”: la professoressa Fiorini non esclude una futura collaborazione con la scuola, assicurando la sua disponibilità nelle diverse iniziative. Sara Pacitto
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