Dopo gli incontri de La Fiura, Monte San Marino e Mole Bisleti, la cittadinanza è stata informata sulle criticità attuali dell’ospedale alatrense, allo scopo di concordare azioni unitarie, per recuperare autonomia rispetto al nosocomio Spaziani con il quale, da anni, fa polo unico.

Tra i quattro incontri andati in scena fino ad oggi forse quello in lago Paolo Cittadini (Girone) ieri pomeriggio è stato il meno partecipato ma, comunque, ha portato a casa gli obiettivi prefissati. Presenti gli esponenti del Comitato San Benedetto, il sindaco di Fumone Matteo Campoli, i consiglieri di minoranza Recchia e Di Fabio (PD), Pelorossi (Alatri in Comune), Costantini (Patto per Alatri) e, per la maggioranza, il delegato alla Cultura Titoni. Proprio questo dettaglio, con l’assenza di esponenti di primo piano dell’amministrazione proprio in centro, ha fatto scatenare le polemiche tra maggioranza e opposizione che continuano nel ‘tam tam’ di accuse vicendevoli più che concentrarsi sul fare fronte comune per risolvere i problemi attuali del nosocomio. Comunque a breve il sindaco Cianfrocca sarà ricevuto dal direttore della sanità regionale Urbani e dopo l’incontro si capirà quantomeno che aria tira per il futuro dell’ospedale. Certo è che, ad oggi, la chiusura di Pediatria ad Alatri sta provocando problemi alla popolazione, con notevole aumento di file nel Pronto soccorso di Alatri per i bambini e i genitori che non hanno più accesso diretto in reparto (chiuso) né in ambulatorio e che, spesso, vanno ad ingolfare gli studi dei medici di assegnazione o privati, già carenti e per di più molti in ferie.
A.T.