Sentenza del Tar: la Saf dovrà consegnare gli estratti conto al Comune di Colfelice che vanta 1,1 milioni di euro di crediti

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) La Saf dovrà consegnare gli estratti conto degli ultimi 5 anni al Comune di Colfelice per consentire all’ente locale di verificare se e quinto ha incassato a titolo di tariffa per il conferimento dei rifiuti da parte dei comuni di Frosinone, Cassino, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano e Ama per conto di Roma Capitale.

Lo ha stabilito il Tar del Lazio, sezione di Latina, accogliendo parzialmente il ricorso presentato dal Comune guidato dal sindaco, Bernardo Donfrancesco, contro la nota con cui la Società Ambiente Frosinone (Saf) prendeva tempo rispetto alla richiesta di accesso agli atti, con cui l’ente comunale aveva richiesto di visionare tutta la documentazione in merito alle somme incassate dalla società che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti che sorge proprio a Colfelice. Infatti, in base alla normativa regionale, il Comune di Colfelice, proprio perché ospita sul suo territorio l’impianto TMB, ha diritto a ricevere il 4% della tariffa dei rifiuti incassata dalla Saf. Solo che, dal 2018, la Saf non ha più provveduto ai pagamenti. Il Comune – fino al 2021 – vantava un credito di oltre 1,1 milioni di euro e, lo scorso anno, ha notificato alla Saf un accertamento esecutivo, chiedendo il pagamento dell’importo maturato (1.149.390,68 euro). La Saf ha impugnato l’atto davanti al Tribunale di Cassino, sostenendo che non ha mai incassato quelle somme sulle quali il Comune di Colfelice rivendica il suo 4%. E, proprio nell’ambito di questo giudizio di opposizione promosso dalla Saf, il Comune ha presentato la richiesta di accesso agli atti presso la Società Ambiente Frosinone per ottenere: la copia di contratti e vari documenti contabili; le fatture emesse negli anni dal 2018 al 2022; gli estratti conti bancari, le quietanze e ogni altro documento relativo al rapporto tra Saf e soggetti conferenti i rifiuti; tutti gli atti giudiziari e stragiudiziari nei confronti dei conferenti morosi. L’istanza, in un primo momento, è stata solo parzialmente soddisfatta, poi la Saf ha lamentato l’eccessiva voluminosità degli atti richiesti e l’impossibilità di soddisfare a stretto giro la richiesta di esibizione degli stessi. Da qui la decisone del Comune di Colfelice di rivolgersi al Tar, chiedendo che venisse ordinato alla Saf di consegnare la documentazione richiesta, visto che si trattava del diritto di difesa del Comune nel giudizio che la stessa società aveva avviato davanti al giudice ordinario. Nelle more del pronunciamento del Tar, la Saf ha prodotto ulteriore documentazione, ma non ha esibito gli estratti conto che ha ‘sostituito’ con delle schede riassuntive per ognuno dei soggetti indicati dal Municipio richiedente, ritenendo così di aver adempiuto alle esigenze di trasparenza. Non è stato di quest’avviso il Tar che ha riconosciuto al Comune di Colfelice il diritto “all’acceso difensivo” per tutelare i propri diritti davanti al Tribunale di Cassino. Ora, dopo la sentenza depositata giovedì mattina, la Saf dovrà consegnare la documentazione richiesta – per l’esattezza: “estratti conto bancari, quietanze e ogni altro atto, dato e/o documento della SAF, S.p.A. o in possesso della stessa, relativo ai rapporti tra il gestore SAF e i soggetti conferenti riguardanti il servizio TMB, in relazione agli anni 2018- 2019-2020-2021-22, tra cui quelli sui pagamenti effettuati a tale titolo da parte del Comune di Frosinone, del Comune di Isola del Liri, del Comune di Monte San Giovanni Campano; Comune di Cassino, Ama per Roma Capitale” – al Comune di Colfelice a cui dovrà versare anche 1.500 euro oltre oneri per le spese di lite e rimborsare il contributo unificato versato.
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