Roma – Progetto “La salute a casa”, nasce il team di comunità

Chiaro 11
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Si chiama “La salute a casa” ed è un network costruito con le associazioni di volontariato e i servizi di zona per favorire l’inclusione di persone anziane e con disabilità. Il team di comunità è stato organizzato dalla Asl Roma 1 insieme al II Municipio.

Al villaggio Olimpico saranno operativi 20 stand di servizi al cittadino, dove sarà possibile avere appuntamenti di screening oncologici e ricevere informazioni antitruffa a cura della Polizia di Stato. Inoltre si effettueranno dimostrazioni sportive e tanta attività di divulgazione, per contrastare la solitudine che colpisce tante persone, soprattutto anziane e facilitare l’accesso ai servizi socio sanitari. Il team di Comunità avrà sede nel presidio di via degli Olimpionici 17 e offrirà aiuto e sostegno ai cittadini che abitano nel quartiere Flaminio, garantendo la presa in carico dei pazienti attraverso tutti gli specialisti della Asl insieme all Comunità di Sant’Egidio, alla Caritas e al II Municipio. “Dobbiamo creare dei percorsi di cura per tutte le persone fragili – ha sottolineato il commissario atraordinario della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle – che in maniera continuativa devono avere innanzitutto uno sportello di orientamento quando ne hanno bisogno, e poi deve essere assicurata loro la presa in carico integrata. Gli ultimi studi che abbiamo realizzato hanno fatto emergere che una delle gravi malattie della società contemporanea è la solitudine. E proprio su questo aspetto dobbiamo intervenire con delle figure speciali. Non solo con questa iniziativa ma con sperimentazione più ampia. La AalL Roma 1 è già all’opera per essere soggetto attivo, anche in considerazione dell’importanza strategica dei territori”. “Dopo lungo tempo – ha dichiarato la presidente del Municipio Francesca De Bello – riusciamo finalmente ad aprire questo presidio sanitario, necessario qui all’indomani della chiusura delle strutture Asl al quartiere Flaminio. È una iniziativa di grandissima importanza per dotare il territorio di un presidio e far sì che gli operatori possano essere fisicamente vicini ai cittadini, laddove il principio della domiciliarità dei servizi diventa di vitale importanza. Il progetto si conclude formalmente il 31 dicembre, ma lo porteremo avanti calandolo ancora di più sulle esigenze del territorio”. (Fonte: comune.roma.it)
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