La Regione Lazio è stata condannata a pagare 236.073,39 euro al comune di Boville Ernica per il pagamento degli stipendi al personale Lsu che il Comune ha deciso di stabilizzare. Inoltre, i giudici hanno trasmesso la sentenza alla Procura della Corte dei conti per la verifica di eventuali profili di danno erariale. E’ quanto ha stabilito il Tar del Lazio di Roma, sezione quinta, con la sentenza pubblicata mercoledì scorso.
Nel 2010 e nel 2011, infatti, la Regione e il Comune di Boville avevano sottoscritto degli accordi per la stabilizzazione, con assunzione a tempo indeterminato, di undici lavoratori socialmente utili (Lsu). La Regione, in base a quelle intese finalizzate a risolvere la questione dei lavoratori socialmente utili che si protraeva ormai da anni e anni, si impegnava a rimborsare per ogni lavoratore assunto, per 5 anni, l’importo della retribuzione annua spettante in base alla categoria del Contratto collettivo nazionale applicato, incluse le spese per gli oneri previdenziali ed accessori ed ogni altra spesa connessa. In soldoni, la Regione avrebbe dovuto versare al comune di Boville Ernica, in 5 anni, oltre 557.000 euro. L’Ente della Pisana, però, è rimasto inadempiente e ha versato solo alcuni acconti. Da qui la decisione del Comune di Boville, nel 2016 – trascorsi quindi i 5 anni – di rivolgersi al Tar, chiedendo la condanna della Regione Lazio al pagamento di quanto dovuto in base agli accordi che nel frattempo – nel 2014 – erano stati anche ‘ratificati’ da una determina degli uffici regionali che assumevano i relativi impegni di spesa. Davanti al Tar, la Regione Lazio ha contestato le accuse di essere stata inadempiente ed ha anzi dimostrato al Tribunale che aveva pagato una buona parte delle somme dovute, solo che a seguito del commissarimento della Sanità, che ha assorbito l’80% del bilancio regionale, sono venute meno le risorse necessarie ad onorare l’accordo con Boville, tanto che l’ente regionale si è comunque impegnato a reperire altre somme per quella obbligazione: a conti fatti, alla Regione restano da pagare ‘solo’ 236.000 euro circa. Il Tar ha preso atto delle dichiarazioni della Regione ma ha comunque stabilito che “quanto, invece, alle restanti somme (non pagate, nda), il ricorso non può che trovare accoglimento, con conseguente condanna della Regione Lazio al pagamento, in favore del Comune resistente, del debito residuo di euro 236.073,39 (…), oltre interessi legali”. Le spese di lite sono state compensate. Il Tribunale ha comunque disposto “la trasmissione degli atti alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti ai fini dell’individuazione di possibili ipotesi di danno erariale”. Cesidio Vano
