Arpino – I cittadini al sindaco Sgarbi: “Non siamo razzisti, basta polemiche e teatrini, ora si lavori per il paese”

Sara Pacitto
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In un recente intervento televisivo, il neosindaco di Arpino on. Vittorio Sgarbi, ospite della trasmissione “Tagadà” in onda su La7, rispondendo alla conduttrice Tiziana Panella torna sull’intervento di uno dei consiglieri di minoranza manifestato in occasione del primo Consiglio Comunale durante il quale si sono fatte precise considerazioni sul risultato elettorale.

Nello specifico, l’analisi sulle percentuali relative alle preferenze espresse dagli elettori ha “offeso” il sottosegretario Sgarbi che, di tutto l’intervento, ha raccolto e considerato la frase: «La maggioranza degli arpinati non vuole che Vittorio Sgarbi sia il Sindaco di questa Città» attribuendo a queste poche parole il peso di un affronto diretto ed univoco a cui l’onorevole ha risposto con una sorta di provocazione, una “sfida” confermata ancora una volta nel corso dell’intervista della giornalista Panella: «Facciamo il referendum, anche se non so se sarà possibile farlo, va bene pure una formula “internet”. Se quelli che non mi vogliono hanno la maggioranza io mi dimetto». Durante la trasmissione il sindaco Sgarbi ha inoltre aggiunto, come del resto in distinte occasioni, che a dire dei competitor «Il problema sarebbe quello di non essere nato ad Arpino: questo è un problema di natura razzistica». Un termine forte, ritenuto fuori luogo e fuori contesto, che non è sfuggito ai cittadini arpinati i quali intendono rispondere al loro sindaco. «Molto probabilmente il nostro sindaco non sa che l’intolleranza, l’esclusione, il razzismo, sono concetti che non appartengono alla comunità arpinate. I cittadini di Arpino da sempre si distinguono per accoglienza, inclusione, disponibilità nei confronti del prossimo. La sua squadra di governo, piuttosto che condividere questa spiacevole intervista sui canali social, voglia informare l’on. Vittorio Sgarbi su quanto certi atteggiamenti siano ben lontani dal pensiero in Terra di Cicerone. Lo stesso sottosegretario ha rimarcato più volte che ad Arpino trova puntualmente il sorriso, l’affetto, l’ospitalità di tutti. Non ci piace che davanti ai media, di qualsiasi levatura, il nostro sindaco esprima un termine così inadeguato riferendosi alla città di Arpino, perché se Sgarbi afferma che il candidato antagonista abbia fatto propaganda “razzistica” dà adito a pensare che coloro i quali hanno votato il suddetto candidato abbiano sposato questo presupposto. La discriminazione non trova casa nella città di Arpino, non alberga in nessuno dei cittadini di Arpino. Basta polemiche, basta teatrini, basta chiacchiere sterili: la popolazione avente diritto al voto conosce bene la legge elettorale, la popolazione avente diritto al voto si è espressa ed ha eletto il sindaco di Arpino. Il sindaco, adesso che ha fatto giuramento ed ha ufficialmente investito il ruolo attribuitogli dai cittadini, dia valore al suo prezioso incarico: non è necessario un referendum farlocco per convalidare quanto già espresso democraticamente e conformemente alle regole previste dal sistema elettorale. Ora è necessario corrispondere alla fiducia dei sostenitori ed alle aspettative dell’intera comunità perché il sindaco, Sgarbi, è sindaco di tutti gli elettori, di tutti i cittadini di Arpino, di tutto il Consiglio Comunale. Ci aspettiamo collaborazione negli intenti, per la città di Arpino. Buon lavoro». Con queste parole gli arpinati auspicano che si metta un punto definitivo ad un “fraintendimento” che non può, non deve, minare l’immagine di una Città e le prospettive di una proficua intesa tra amministratori che, in maggioranza o in minoranza, siedono in Consiglio con un obiettivo comune, fare il bene del paese. Sara Pacitto  
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