(di Sara Pacitto) Per gli studenti del Lazio e della Lombardia la giornata di oggi, giovedì 8 giugno, segna la chiusura dell’anno scolastico. Domani lo sarà in Trentino, sabato 10 in Sardegna, Umbria, Liguria, Sicilia, Piemonte, Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Toscana, Veneto, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia. Le ultime campanelle suoneranno in Valle D’Aosta il 15 ed a Bolzano il 16. I piccoli alunni delle scuole dell’infanzia di tutta Italia frequenteranno fino al 30 giugno.
Per quanto riguarda gli esami di terza media, le date delle prove sono fissate dalle singole scuole: una per lo scritto di italiano, una per il compito relativo alle competenze logico-matematiche articolata in due sezioni, una per ciascuna delle lingue straniere studiate. Gli esami di maturità inizieranno mercoledì 21 giugno alle ore 8.30 con il tema di italiano: sette tracce ministeriali tra cui gli studenti possono scegliere quella che ritengono più adatta alle rispettive competenze. Giovedì 22 la seconda prova, sempre ministeriale, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli indirizzi di studio. La terza prova, se prevista, si terrà martedì 27 giugno. Infine il colloquio, la prova orale, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato: avrà inizio il lunedì oppure il martedì successivo alla seconda prova scritta. Le commissioni d’esame, composte da un presidente esterno, tre membri esterni e tre interni all’istituzione scolastica, sentiranno massimo 5 studenti per ogni giornata per cui si prevede che il test conclusivo terminerà, come di solito, entro metà mese di luglio. A Sora un ultimo giorno “concitato”. Gli alunni degli istituti superiori nei pressi o che affacciano su Viale San Domenico non hanno trattenuto la trepidante felicità: i gruppi di ragazzi lungo la strada hanno esternato la loro gioia, richiamandosi con il clacson degli scooter e delle automobili in cui viaggiavano, con lo stereo a tutto volume ed urlando a squarciagola i saluti. In alcuni plessi della secondaria di primo grado le professoresse hanno concesso una ricreazione “più lunga”, con musica, canti, balli, sempre in maniera educata, che hanno coinvolto pure docenti e personale scolastico. Insomma tanta felicità ma anche molte lacrime ed abbracci infiniti all’uscita.
