Alatri – Ospedale San Benedetto, fronte diviso

Andrea Tagliaferri
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Alla manifestazione del prossimo 7 giugno, così come già per il documento di Fumone, non aderiranno tutti i comuni.

Ancora lontana l’unità di intenti contro la chiusura del Pediatria e per gli altri problemi del nosocomio alatrense. A chiamare tutti al senso di responsabilità e a mettere da parte la faziosità politica è la consigliera comunale di minoranza Anna Rita Pelorossi, così come già fatto durante il Consiglio comunale di martedì scorso. “La marcia fissata per il prossimo 7 giugno – afferma la Pelorossi – partirà dal nosocomio alatrense in direzione delle palazzine ASL di Frosinone e, assieme al Comitato San Benedetto, agli operatori della sanità e ai cittadini, dovrebbero esserci tutte le amministrazioni locali, senza distinzioni di colore. Ho già ribadito in Assise al sindaco Cianfrocca che sarebbe davvero assurdo che proprio la città capofila del comprensorio e dove risiede l’ospedale non fosse presente. Già nel documento di Fumone non c’è la firma del Comune di Alatri, bisogna mettere avanti a tutto il bene dei cittadini e difendere il San Benedetto senza se e senza ma”. In realtà, anche Fiuggi quel documento non lo ha sottoscritto, idem Collepardo che ha confermato in queste ore che non aderirà neanche alla marcia. L’appello della Pelorossi, quindi, ha motivi sostanziali per esistere, anche se il sindaco di Fumone Campoli si dice ottimista per le adesioni che stanno arrivando. “Sappiamo che il sindaco si sta vedendo e sentendo spesso con i vertici aziendali e con la Regione e questo va bene ma gli chiediamo di non fidarsi troppo delle rassicurazioni perché per troppo tempo sono state disattese. Il San Benedetto ad oggi non può più essere considerato un vero ospedale perché non può far fronte alle emergenze tutti i giorni a tutte le ore. Il servizio di cardiologia – denuncia la Pelorossi – è già stato sospeso di notte quindi se un paziente arriva dall’esterno in arresto cardiaco o un ricoverato ha una crisi cardiorespiratoria non è detto che possano essere soccorsi. A breve – continua la consigliera – pare che anche la chirurgia tornerà infrasettimanale, quindi dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina qualsiasi emergenza chirurgica non potrà essere operata. Se una persona ha un’emergenza e sta in un comune come Trevi nel Lazio o Acuto e si reca al San Benedetto non può stare a pensare se a quell’ora e in quel giorno specifici riceverà o meno le cure, è assurdo. Mi auguro che scendiamo in strada tutti insieme uniti davanti questa battaglia”, ha concluso la Pelorossi. Intanto il sindaco ha ribadito in Consiglio comunale che sta lavorando alacremente e senza sbandierarlo con contatti continui con la Direzione Generale Asl e con i vertici della Regione, in particolare con Alessia Savo, presidente della Commissione Sanità e con il Presidente Rocca che avrebbe invitato anche ad Alatri per vedere dal vivo cosa rappresenti il San Benedetto per la popolazione. Andrea Tagliaferri
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