Sabato prossimo, 5 luglio, il lungo lavoro di mesi e mesi dell’Associazione Gottifredo e dei tanti partner d’eccezione sulla mostra della Testa anatomica di Filippo Balbi vedrà la luce. Inaugurazione alle ore 11 presso la sala conferenze della Certosa di Trisulti.
Dal 5 agosto al 29 ottobre, sarà visitabile (orari 10/13.30 -14.30/18), dopo un lunghissimo lavoro collettivo durato mesi, la mostra ‘Il Corpo E l’idea’, incentrata sulla suggestiva opera d’arte di Filippo Balbi, la ‘Testa anatomica’. Il luogo scelto in accordo con la Direzione Regionale dei Musei del Lazio non poteva essere più adatto, vista la sua storia legata al mondo della medicina e della farmacia ma anche al pittore stesso, che vi si stabilì per anni decorando molti suoi ambienti, ovvero la Certosa di Trisulti a Collepardo. Il grande progetto è stato voluto e portato avanti dall’Associazione Gottifredo di Alatri e dal suo coworking, assieme a partner pubblici e privati di altissimo profilo, su tutti il Museo di Storia della Medicina dell’università La Sapienza che conserva il dipinto e ne ha curato il restauro grazie al supporto della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Attorno a questo progetto si sono radunati attori di ogni tipo che ne fanno un progetto corale, forse unico in provincia di Frosinone. Non a caso ultimamente la mostra ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Cultura, così come quello della Regione Lazio, delle Accademie di Belle arti di Frosinone e Roma e dell’Università di Cassino. La mostra è curata dal professor Mario Ritarossi, pittore e storico dell’arte, supportato da un comitato scientifico di alto profilo, di cui fanno parte la professoressa Maria Conforti, direttrice del Museo di storia della Medicina dell’Università La Sapienza, Alessandro Aruta, curatore dello stesso Museo e Marco Bussagli, storico dell’arte, docente di anatomia artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Responsabili dell’allestimento, invece, Maria Gabriella Combusti con Sara Sarandrea , due giovani architette che hanno elaborato una sintesi perfetta tra concetti, tecnologie e manualità artigiana. Tra le cose più innovative, forse, la traduzione tattile del dipinto per i non vedenti e ipovedenti, coordinata da Alba Lisa Mazzocchia e realizzata con un percorso per le competenze trasversali e l’orientamento degli Istituti Pertini di Alatri e Bragaglia di Frosinone; non da meno la ricostruzione in realtà virtuale effettuata dai giovani artisti del Gruppo Keiron e un audiovideo della classe di tecnologie multimediali del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Il percorso sonoro, invece, è opera originale, composta per l’occasione dal Maestro Luca Salvadori, docente di composizione al conservatorio ‘Refice’. Il percorso sarà costellato di splendide foto realizzate nei laboratori del “DigiLab” dell’Università La Sapienza e dalle approfondite indagini diagnostiche sul quadro effettuate dai laboratori dell’Università della Tuscia. La “Testa anatomica” fu dipinta da Filippo Balbi, il “pictor egregius” delle cronache nato a Napoli nel 1806, trasferitosi dapprima a Roma, dove firmò importanti tele in numerose chiese della città e poi a Trisulti, ospite dei padri certosini della locale Abbazia. Morì ad Alatri, dove si era stabilito da qualche anno, nel 1890. Andrea Tagliaferri
