Sora – Prusst, 25 anni di attesa: sarà la volta buona?

Roberta Pugliesi
3 MIn Lettura
(di Roberta Pugliesi) “Siamo il territorio che vogliamo e non il singolo comune“. Questa frase pronunciata dal sindaco di San Giovanni Incarico ben sintetizza il senso dell’iniziativa.

Combattere lo spopolamento, far rivivere i borghi con gli alberghi diffusi, identità e tradizioni comuni da difendere, territori da valorizzare e migliorare attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture – come la Sora – Ceprano – Fondi – ed il miglioramento di quelle esistenti – come il Tracciolino chiuso da anni – con politiche integrate. È solo facendo squadra che si possono raggiungere traguardi di rilievo. È soprattutto una sfida per i comuni più piccoli e per le realtà periferiche che, infatti, l’hanno raccolta con entusiasmo. Sono solo alcuni dei concetti emersi in occasione della riunione svoltasi in comune ieri pomeriggio alla presenza dei sindaci chiamati a raccolta da Luca Di Stefano per riprogrammare il Prusst, il programma di riqualificazione urbana e di sviluppo Sostenibile del Territorio del medio bacino del Liri. Con l’auspicio di tutti che non restino solo parole e che i bei discorsi si possano tramutare finalmente in azioni concrete. “L’obiettivo è la realizzazione di un’azione di sviluppo di vasta area che nella diversità di un pluralismo culturale ed economico trova la sintesi per rendersi visibile da un livello locale a un livello nazionale valorizzando il proprio radicamento sul territorio – ha detto il sindaco di Sora Di Stefano-. Dobbiamo unire ancora una volta le nostre energie facendo squadra nel contesto territoriale allora individuato, in un momento storico in cui gli investimenti per lo sviluppo nazionale sostenibile, già dal 2000 obiettivo del PRUSST e oggi richiamato nel PNRR, annunciano un salto di qualità tecnologica e ambientale. Ripensare il PRUSST attraverso il suo riequilibrio, forte di tutte le esperienze maturate quali la concertazione paritaria e il coordinamento territoriale come confronto critico tra disegno strategico nazionale ed europeo e progettualità locale, è attivare politiche urbane e di sviluppo inteso come non solo approccio pluridisciplinare ma terreno e dimensione su cui misurare l’efficienza delle nostre politiche locali”. È stato l’architetto Gemmiti che del Prusst del 1998 è il progettista a spiegare da un punto di vista tecnico il progetto ricordando anche come ogni comune abbia delle peculiarità uniche che messe insieme formano un territorio straordinario dalle infinite risorse. Ambienti, microclimi e territori talvolta molto diversi ma accomunati dal bacino fluviale, una forza, una risorsa da sfruttare ed un’occasione da non lasciarsi scappare riprogrammando gli interventi pubblici e privati pianificati oltre vent’anni fa ma in alcuni casi ancora molto attuali.
Condividi questo articolo
Nessun commento