(di Cesidio Vano) Il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per il biodigestore in zona Selciatella è piombato come una vera e propria bomba sulla campagna elettorale per le comunali del 14 e 15 maggio in svolgimento nella Città dei Papi.
Sebbene non si tratti ancora del via libera definitivo alla realizzazione dell’opera, il cui iter è stato avviato ormai da oltre 5 anni, è comunque un fatto che agita le acque già molto mosse in cui navigano i quattro candidati sindaci: Daniele Natalia (il primo cittadino uscente in cerca di riconferma), Luca Santovincenzo, Alessandro Cardinali e Danilo Tuffi. E nel mirino degli sfidanti finisce proprio il ricandidato sindaco, che in un primo momento aveva personalmente rilasciato un parere favorevole alla costruzione dell’impianto, poi ritirato. Con il rilascio dell’Aia, la conferenza dei Servizi promossa dalla Regione Lazio ha accertato, con le dovute prescrizioni, la compatibilità dell’opera con le esigenze di tutela del territorio. L’impianto è proposto dalla Saf, la società formata da tutti i comuni della provincia e dalla stessa amministrazione provinciale per il trattamento dei rifiuti raccolti in Ciociaria e da altre due aziende private ed è destinato a trattare i rifiuti organici da trasformare in biogas e quindi in energia. Sarà però ancora necessario effettuare gli interventi preventivi stabiliti (come la bonifica dell’area interessata dai lavori) e ottenete il rilascio della cosiddetta autorizzazione unica ambientale di competenza della Provincia. Ce n’è abbastanza, però, per mettere sale nella campagna elettorale. Dopo la pubblicazione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) è subito intervenuto il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, che ha annunciato il ricorso al Tar e sottolineato come “di fatto non cambia nulla né accelera le procedure rispetto a quanto già sancito ad ottobre 2022, anzi, la società proponente deve ancora ottemperare ad una serie di richieste, non ancora esaudite, prima di poter procedere alla costruzione dell’impianto”. Il Sindaco ha anche aggiunto: “L’Aia è, infatti, subordinata alla bonifica del terreno poiché, come scritto nel documento, l’ARPA ha individuato nel sito di costruzione materiale contaminante sia direttamente sul suolo che nel sottosuolo e nella falda acquifera. Inoltre vigono i pareri sanitario e urbanistico contrari del Comune di Anagni emessi da questa Amministrazione; il parere negativo dei Vigili del Fuoco; ed il divieto da parte della Provincia di allaccio in fogna. L’inizio della costruzione è connesso, per di più, all’effettuazione di un sopralluogo congiunto tra tutti gli enti interessati, compreso il Comune di Anagni, che dovranno valutare l’effettiva ottemperanza delle stringenti richieste imposte alla società per la costruzione dell’impianto. Resta, inoltre, ancora da richiedere l’Autorizzazione Unica Ambientale alla Provincia di Frosinone”. Quindi Natalia evidenzia la “ferma volontà dell’Amministrazione di opporsi in ogni grado di giudizio al biodigestore, come ho più volte già detto e con gli atti alla mano che lo dimostrano. Il ricorso al TAR dell’Amministrazione già è in atto e l’avvocato dell’ente, il prof. Franco Gaetano Scoca ha ricevuto da parte del Comune tutti gli atti necessari per effettuare l’impugnativa della determina regionale. Su questo punto, come da mandato della cittadinanza, non abbiamo minimamente intenzione di cedere». Anche il candidato sindaco Luca Santovincenzo è intervenuto sul punto facendo sapere che l’atto della regione è stato subito oggetto di approfondito esame e deve essere sicuramente impugnato perché “Il dovere primario di un sindaco è tutelare l’ambiente e la salute dei suoi cittadini”. Quindi una stoccata a Natalia: “non ha fatto il suo dovere rilasciando il 24 dicembre 2020 un parere favorevole che nemmeno gli competeva, ma ha anche provato a strumentalizzare per fini elettorali la vicenda, annunciando solo pochi giorni fa in un’intervista che il biodigestore non si sarebbe fatto grazie al suo ripensamento ed ai suoi buoni rapporti con la nuova presidenza della Regione. Nell’intervista – dice Santovincenzo tirando in ballo anche gli altri due candidati sindaci – Natalia chiariva che all’epoca del rilascio del suo parere anche gli altri due candidati Cardinali e Tuffi erano d’accordo con lui, perché amministravano con lui”. Santovincenzo sottolinea come a suo parere “persistono i profili di illegittimità sollevati nel ricorso al TAR pendente promosso da Crescita Comune, Quartiere Cerere, Legambiente e 26 residenti vicino all’impianto”. Alessandro Cardinali, candidato sindaco della coalizione Siamo Anagni, conosce molto bene la questione perché, come consigliere provinciale, ha rappresentato l’ente di piazza Gramsci nelle sedute della Conferenza dei servizi. Ha dichiarato: “La Provincia di Frosinone è stato l’unico ente che, documentazione alla mano, si è opposto in modo chiaro alla realizzazione dell’impianto, che porterà ad Anagni 84mila tonnellate di rifiuti. Una portata decisamente sovradimensionata rispetto alle esigenze del territorio dato che tutta la provincia ne produce trentamila. Questo significa, ed è inaccettabile, che l’impianto è progettato per ricevere rifiuti anche da Roma”. Aggiungendo: “Un danno per gli anagnini di cui deve assumersi la responsabilità il sindaco Daniele Natalia che ha espresso il suo parere favorevole in fase di rilascio di Via. Fare retromarcia con il successivo parere negativo, con l’ammissione di aver fatto un errore, certo non lo assolve. Inutile che adesso cerchi di condividere, come fa in un video, le responsabilità con altri. Il suo errore non può essere cancellato, soprattutto perché all’inizio della procedura ha tentato di nascondere il suo parere favorevole rilasciandolo personalmente anziché farlo rilasciare dagli uffici competenti”. (foto: repertorio)
