Arpino – La città non è cardioprotetta: appello alle istituzioni affinché si installi un salvavita in centro

Sara Pacitto
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(di Sara Pacitto) Sicuramente proteggere la cittadinanza è una priorità per chi amministra: la sensibilità in tal senso ha fatto sì che, di recente, migliaia di Comuni in tutta Italia abbiano favorito l’installazione di defibrillatori in aree pubbliche, con l’obiettivo di fare prevenzione e garantire la sicurezza intesa come cardioprotezione.

Ogni anno, purtroppo, si registrano oltre 60mila decessi per arresto cardiaco, molti dei quali potrebbero essere scongiurati con un tempestivo intervento associato all’uso corretto del defibrillatore. Ricordiamo che il defibrillatore è un dispositivo utilizzato per ripristinare il normale battito cardiaco in una persona in condizione di arresto cardiaco, quando la tempestività fa la differenza. Basti pensare che il trascorrere di ogni minuto in assenza di intervento riduce la possibilità di sopravvivenza del 10%. Le moderne apparecchiature sono automatiche o semiautomatiche, accompagnate da una voce guida che, passo passo, fornisce le indicazioni circa l’uso corretto dell’impianto e sulle manovre per la rianimazione. La città di Arpino non è cardioprotetta, quasi tutti i Comuni più o meno limitrofi lo sono. La comunità fa appello alle istituzioni affinché si adoperino in tal senso. Installare la strumentazione salvavita in centro sarebbe un’ottima iniziativa, non solamente per la cittadinanza residente. La Terra di Cicerone viene raggiunta da numerosi turisti in ogni periodo dell’anno. Non sarebbe necessario aggiungere che, in particolari occasioni, Arpino ospita migliaia di persone, basti pensare al “Certamen Ciceronianum Arpinas” oppure ai giorni del “Gonfalone di Arpino”, alla festa patronale ed al “Mezzagosto arpinate”, tra gli eventi più rilevanti. Ci sono poi gli studenti dei diversi indirizzi di studio degli istituti superiori che transitano per il centro storico almeno nove mesi l’anno. Sarebbe un dono prezioso se l’Amministrazione Comunale uscente fornisse la cittadina di un dispositivo salvavita, potrebbe rivelarsi piuttosto semplice da realizzare, con il supporto della Pro Loco e delle diverse associazioni di contrade e quartieri del paese, del Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone” e, perché no, di qualche “sponsor” che intenda favorire e sostenere la sicurezza in termini di cardioprotezione. I defibrillatori vengono oggi installati in maniera capillare sul territorio proprio nell’ottica di salvare vite umane. Ed è proprio in tale ottica che l’uso del dispositivo da parte di personale non sanitario è stato depenalizzato per cui ne consegue che chiunque cercherà di utilizzare un defibrillatore non rischierà di andare incontro a conseguenze penali in quanto questo apparecchio non può fare male alla persona soccorsa o al soccorritore. La legge in vigore autorizza la progressiva diffusione dei defibrillatori semiautomatici ed automatici esterni nelle sedi delle pubbliche amministrazioni, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nei porti e nei mezzi di trasporto che effettuano tratte con percorrenza continuata della durata di almeno due ore, presso i gestori di pubblici servizi e di servizi di trasporto extraurbano in concessione. Prevista l’installazione di defibrillatori anche in uffici dove sono impiegati almeno 15 dipendenti con spazi aperti al pubblico.
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