In merito all’articolo dal titolo “ATINA – PISTOLA IN PUGNO CONTRO LO SFRATTO” (clicca QUI), riceviamo e pubblicato una richiesta rettifica e/o integrazione.
<Io sottoscritto […] nato in Venezuela il 04.01.1953, residente in Atina Via Apuleio Saturnino n. 30 int. 4, con riferimento a quanto da voi pubblicato il giorno 30.01.2018 relativo all’inquilino che punta la pistola contro il fratello del proprietario di casa, si richiede immediata rettifica e smentita dei fatti dichiarati in quanto falsi e parziali nonche’ lesivi della dignita’ personale del sottoscritto e della sua famiglia.
A titolo di chiarimento e’ necessaria una breve ricostruzione dei fatti. Innanzitutto non esiste alcuno sfratto formalmente comunicato. Il sottoscritto e’ intestatario di regolari contratti di locazione in scadenza ad ottobre 2018, nonche’ in regola con i pagamenti di affitto e utenze con ricevute regolarmente sottoscritte dall’avvocato del proprietario di casa (avvocato Roberto d’Agostini con studio in Atina a cui potete rivolgervi per conferma/smentita). Il proprietario di casa, ritenendo di poter locare gli immobili ad un prezzo piu’ alto e non potendo intervenire legalmente in tempi brevi, ha quindi tentato un allontanamento coatto e con mezzi “giustizia fai da te”. Nella settimana precedente ai fatti il sottoscritto e la sua famiglia si sono ripetutamente rivolti alle forze dell’ordine richiedendo intervento e protezione per le continue minacce, intimidazioni, violenze fisiche e verbali e danneggiamento a cose. Il giorno precedente ai fatti il sottoscritto aveva depositato presso la caserma dei Carabinieri di Atina un’articolata e documentata denuncia querela contro il fratello del proprietario di casa per minacce, aggressioni e violenza privata. Piu’ volte mi sono sentito in pericolo ed ho richiesto l’allontanamento di un soggetto visibilmente aggressivo, che aveva minacciato me e la mia famiglia anche in presenza dei carabinieri.
Si precisa che il sottoscritto e’ un invalido al 85% e cardiopatico e negli ultimi giorni ha richiesto due volte il soccorso del 118 in seguito alle aggressioni verbali subite, in una delle volte, il fratello del proprietario ha impedito addirittura che i soccorritori potessero entrare nello stabile per intervenire a prestare soccorso al richiedente.
Insomma, che si trattasse di un soggetto pericoloso e che io e la mia famiglia abbiamo vissuto da giorni in uno stato di perenne terrore e violenza all’interno delle case di cui eravamo regolarmente affittuari, e’ cosa nota alle forze dell’ordine.
I fatti del giorno 30.01.2018 sono stati l’epilogo di una situazione drammatica che aveva portato il sottoscritto ai limiti dell’esasperazione fisica e psicologica.
Si precisa infine che l’arma, legalmente detenuta, era priva di caricatore e quindi inoffensiva e che veniva utilizzata soltanto a scopo deterrente dopo l’ennesima aggressione verbale subita dal sottoscritto mentre si trovava all’interno della propria abitazione.
Al momento il sottoscritto e la sua famiglia hanno abbandonato la casa con pochi oggetti personali per paura di ritorsioni, si trovano al momento in albergo, nonostante aver pagato l’affitto del mese in corso ed in attesa che la magistratura che ad oggi ha provveduto solo al sequestro dell’arma, si pronunci ed dia corso ad idonee misure tendenti alla tutela del sottoscritto e della sua famiglia.
Al fine di tutelare la mia dignita’ personale, gia’ parte lesa e profondamente danneggiato, si richiede quindi immediata rettifica e integrazione dei fatti riportati senza menzionare il mio nome cosi’ come da Voi gia’ fatto nella pubblicazione dell’articolo in questione>.
