Frosinone – L’opposizione attacca finalmente. Però così ‘perde facile’

Dario Facci
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(di Dario Facci) Si potrebbe dire finalmente! Se non altro per non morire di noia. A Frosinone, il capoluogo, la contrapposizione politica, che nelle città si traduce nel confronto sull’amministrazione della cosa pubblica, sembra rivoluzionaria tanto e tale è stato l’appiattimento negli ultimi anni quando non si è trattato del periodo elettorale.

L’argomento non è un granché, si tratta delle osservazioni ANAC sui ritardi dell’adempimento del contratto per il trasporto pubblico. Ci sono degli obblighi che il gestore si è assunto quando ha vinto l’appalto: il funzionamento del famigerato ascensore inclinato e la riattivazione del bike-sharing, cioè l’utilizzo di biciclette pubbliche per spostarsi autonomamente. Orbene il capogruppo del Partito Democratico, Angelo Pizzutelli, ha interrogato per sapere per quale motivo l’ANAC, cioè l’autorità per l’anticorruzione, scriva insistentemente sulla questione di quegli obblighi e quale sarà il futuro del trasporto pubblico locale. L’argomento non è un granché perché ormai ogni frusinate, dal primo all’ultimo, sa che quell’ascensore non ha mai funzionato bene e tutti pensano che non valga più la pena spenderci un euro per ripararlo perché dopo una settimana si rompe di nuovo. Nessuna sorpresa che il gestore abbia fatto sapere, tramite perizia tecnica, che le criticità presentate dall’impianto sono tali da non poter essere considerate soltanto manutentive. Insomma, quel coso si deve rifare, già l’ex sindaco Ottaviani aveva annunciato che ci sono i fondi per farne un altro. L’argomento, anche sotto il profilo dell’impatto sull’opinione pubblica, è scarico. Così addosso a Pizzutelli è piovuta una “enorme” risposta firmata dal vicesindaco, Antonio Scaccia e dall’assessore al bilancio, Adriano Piacentini: “La vicenda relativa al servizio del Trasporto Pubblico e al funzionamento dell’ascensore è una priorità dal momento in cui questa Giunta si è insediata – ha dichiarato il vicesindaco Scaccia – L’attenzione è massima sul piano amministrativo, sul piano dei rapporti con l’ANAC e, anche, sul piano delle iniziative tese ad affermare eventuali responsabilità per il danno eventualmente prodotto all’Ente altresì sotto il profilo dell’immagine del Comune per la mancata riattivazione dell’Ascensore. Attraverso un semplice accesso agli atti, si può verificare come questa Giunta, in continuità con la precedente, sia intervenuta per la completa soddisfazione degli obblighi contrattuali nominando il Direttore dell’esecuzione per cui ad oggi l’affidatario, stando anche alle relazioni del Direttore, risulta aver adempiuto integralmente agli ulteriori obblighi contrattuali assunti, salvo il completamento di alcuni interventi che sono in corso d’opera e ciò anche in forza di tutte le iniziative già attivate dall’Ente e dal DEC.” (…). In pratica i due amministratori dicono a Pizzutelli: bastava che facessi un accesso agli atti per scoprire che stiamo molto attenti a questa faccenda e che non ci faremo infinocchiare da nessuno. Il resto della risposta sono un paio di pagine di dissertazioni tecniche, di storia di tutta la vicenda intrisa anche di implicazioni con la giustizia pubblica. Per tornare al tema principale, quello del ritorno al dibattito politico e, perché no, alla polemica tra schieramenti, c’è da rallegrarsi. Il gioco delle parti è salutare e indispensabile nelle democrazie. C’è però da rendere più intrigante la lizza. I cittadini vogliono sapere: si farà il nuovo ascensore? Se sì che cosa manca per vedere realizzato questo sogno? Oppure: che tempi hanno i lavori ai Piloni? Come si risolve il dramma dei parcheggi in centro? Potremmo andare avanti per ore. Forse Pizzutelli potrà aiutare a pungolare l’amministrazione su questi argomenti, certamente più interessanti per la cittadinanza. Il vecchio ascensore, lasciamolo alla lunga schiera di vergogne del capoluogo, delle quali la storia conserva un cospicuo catalogo. Altrimenti, cara opposizione, ti piace perdere facile.
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