L’ex consigliere comunale Maurizio Berretta, come tanti cittadini di Ferentino, “blinda” la festa patronale di Sant’Ambrogio Martire ed espone: “i cittadini di Ferentino possono rinunciare a tutto, ma non alla fede, alla tradizione, al folclore dei festeggiamenti del proprio Patrono”.
“Quest’anno – continua Berretta – sembrerebbe che sul programma civile ci siano molti dubbi e una possibile organizzazione limitata, dovuta non tanto alla capacità finanziaria dell’ente (e chi vi parla conosce bene i numeri del bilancio), quanto ad una effettiva presa di coscienza e responsabilità sull’importanza dei festeggiamenti. Sant’Ambrogio, oltre al rito prettamente religioso, è: ‘pantasma’, luminarie, fiera, mercato, giostre, spettacoli musicali, fuochi d’artificio, tutto a coronamento del passaggio del nostro Martire sulle strade della nostra città. L’attuale amministrazione comunale commissariata deve fare chiarezza da subito sul programma da attuare e dissipare ogni dubbio sull’effettivo svolgimento del rito civile, ne vale il rispetto per ogni singolo ferentinate. Dopo gli ultimi anni di stop per Covid, Ferentino non merita un nuovo stop dovuto ad una volontà di natura amministrativa. Vanno valutati diversi fattori e il ritorno in termini turistici, sociali ed economici. Se tale indirizzo negativo è configurato in un discorso di natura finanziario, allora è bene che lo si dica chiaramente. Si può risparmiare sugli spettacoli canori di artisti di caratura nazionale, in alternativa ci potrebbe essere l’esibizione di artisti e gruppi locali, artisti da strada o della banda musicale Città di Ferentino. Per le luminarie – chiude Berretta – sicuramente le aziende del territorio non si tirerebbero indietro per una compartecipazione privata della spesa, così come per gli altri impegni economici”. Il dibattito è destinato a protrarsi, mentre il 21 aprile si apriranno le celebrazioni religiose con la Novena di Sant’Ambrogio nel Duomo. a.a.
