Continuano le polemiche legate ai provvedimenti adottati dall’amministrazione Bassetta per arginare il problema legato all’inquinamento dell’aria. La città dei papi è stata inserita nella zona uno, vale a dire, in parole spicce che si respira tanta aria avvelenata. Si corre ai ripari, dopo che la Procura di Frosinone ha avviato un’inchiesta dalla quale è risultato che bisogna intervenire per limitare i danni.
Circolazione a targhe alterne, ztl, giornate ecologiche, limitazioni all’uso di alcune tipologie di riscaldamento che incidono negativamente sull’aria già fortemente inquinata. Si è scatenato il putiferio da parte di alcuni cittadini che prendono ogni volta la palla al balzo per strumentalizzare, a prescindere, tutti gli argomenti. Inquinamento? Colpa del Comune! Circolazione a targhe alterne? Il Comune ha colpe! Chiude un negozio al centro storico? Colpa del sindaco Bassetta! Il commercio non è un gioco, è roba seria. Non ci si alza la mattina, improvvisandosi commercianti con il desiderio di aprire un’attività. Un negozio richiede sacrificio, inventiva, sorrisi stampati sulle labbra. La storia che il cliente ha sempre ragione è vera, il cliente va curato, assistito, coccolato. La puntualità degli orari di apertura fa di un’attività il successo assicurato. Cortesia, affidabilità, educazione, gli ingredienti per tenere viva un’attività commerciale. Senza sottovalutare quell’impegno tanto grande che tiene il titolare e i dipendenti inchiodati nell’attività, senza orari e senza tenere conto del rosso sul calendario. Questa è la panacea per tenere vivo il commercio. Inutile additare le amministrazioni comunali, quando non si partecipa ad iniziative, quando si tiene l’attività chiusa a tutte le ore, quando nel negozio non trovi attrazioni particolari. Valorizzare un’attività di un centro storico che non sta morendo ora, ma è morto da più di un ventennio vuol dire distinguersi. Nel centro storico anagnino non ci sono negozi di abbigliamento, calzature, negozi per bambini, articoli per la casa, souvenir. Un centro storico di una città importante come quella papalina dove non c’è possibilità di acquistare souvenir, oltre che un danno è una beffa. Come andare a Napoli e non trovare una pizzeria. Anna Ammanniti
