(di Cesidio Vano) Monta la rivolta dei sindaci. Dopo Fiuggi, che ha anche proposto ricorso al Tar, e dopo Torrice che ha scritto al governatore Rocca affinché intervenga rivendendo la normativa in materia, anche Patrica e Ceccano muovono contro l’istituzione dell’Egaf, l’Egato Frosinone Ambiente, a cui la legge regionale 14/2022 assegna la gestione in forma unitaria del ciclo dei rifiuti nell’intera provincia di Frosinone.
Un ente, fortemente voluto da Pd e M5S all’epoca alla guida del Lazio, e definito fin da subito e da più parti, come un “poltronificio”, dove ora siedono un presidente (Mauro Buschini) e quattro membri del consiglio direttivo (Giovanni Betta, Alessia Santoro, Piergiorgio Gentile e Simona Girolami) con indennità da 4.000 a 8.000 euro al mese. Un ente che, benché previsto per ogni provincia della Regione è stato istituito sono in Ciociaria (e in fretta e furia) perché il Pd aveva necessità di “disinnescare” la ricandidatura alla Pisana di Buschini, consigliere Pd uscente, che avrebbe sparigliato i conti tra i due contendenti Dem già ai nastri di partenza: Sara Battisti e Antonio Pompeo, con un esito che forse sarebbe stato a tutto vantaggio dell’ex sindaco di Ferentino. Nei giorni scorsi, anche Lucio Fiordalisio (Fratelli d’Italia) ha predisposto una lettera indirizzata a Francesco Rocca, neo presidente della Regione, che ha inviato anche agli altri sindaci del territorio invitandoli a sottoscriverla. Nella missiva, tra le altre cose, il primo cittadino esprime “forti dubbi sulle finalità e gli indirizzi dell’EGAF, poiché riteniamo che il servizio di raccolta differenziata debba restare in capo ai Comuni”. Poi, il sindaco qualifica come “scandaloso” il fatto che l’Egaf invii, “da pochi giorni delle Pec ufficiali ai Comuni dove si richiedono ingenti somme scaturite da percentuali ponderate relative”, ricordando che si tratta di “cifre inaspettate per servizi resi pari allo zero e necessarie per retribuire lautamente gli organismi direttivi e per acquistare sedi istituzionali senza alcun senso. Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo poltronificio al quale Le chiediamo – scrive rivolto a Rocca – di porre rimedio, cambiando l’attuale Legge in vigore per considerare l’ipotesi di abolizione dello stesso Ente o comunque intervenire diminuendo drasticamente le esose e incomprensibili retribuzioni attualmente in essere”. Fiordaliso avanza anche un’ulteriore proposta: quella cioè che sia la Regione a stanziare apposite risorse in bilancio per sostenere l’istituzione degli Egato, senza riversare l’incombenza sui Comuni. Del resto il sindaco di Patrica aveva chiarito come la pensava sul nuovo Egato con due post apparsi sui suoi profili social. Giovedì scorso aveva scritto: “E’ stata inviata una Pec dal nuovo Ente regionale EGAF, ultima invenzione della giunta Zingaretti, dove è scritta la somma che dovremmo elargire per pagare gli stipendi del nuovo carrozzone. È scritto chiaro e tondo che i soldi da versare al nuovo ente potranno “trovare copertura nell’ambito delle entrate tariffarie per l’erogazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani”. In soldoni, hanno detto: la somma che ci dovete versare va caricata sulle bollette della Tari (la tassa rifiuti) che pagheranno per il 2023 le famiglie Ciociare. Uno schiaffo ai Comuni e ai cittadini che si impegnano ogni giorno per differenziare meglio, per creare sistemi virtuosi e per tentare di pagare meno. Con i Bilanci in fase di approvazione questa è un’ennesima beffa vergognosa…”. Venerdì era tornato sul tema: “L’Egaf è un insulto a tutte quelle Amministrazioni che negli anni hanno cercato di migliorare il servizio e la percentuale di raccolta differenziata. È un insulto ai cittadini che hanno compreso l’importanza di conferire bene il rifiuto. Da 29%, in sette anni, siamo arrivati a sfiorare l’80%. Stiamo per partire con la tariffazione puntuale. Ci siamo costruiti il bando per la gestione secondo la conformazione del territorio e le nostre esigenze. L’Egaf mi chiede 11mila euro. Per quale servizio? Per pagare chi?” Anche a Ceccano, l’argomento infiamma il confronto politico. Se ne è parlato nell’ultimo consiglio comunale con il sindaco Roberto Caligiore (Fratelli d’Italia) che ha risposto alle critiche dei consiglieri Dem al suo bilancio, ricordando loro che con il nuovo ente per i rifiuti “creato nel poltronificio Pd” i cittadini di Ceccano dovranno ora versare 45.000 euro per pagare lo stipendio al presidente Buschini” e annunciando che il comune di Ceccano si sarebbe mosso per opporsi ad una tale situazione. Dall’opposizione i consiglieri Pd hanno sostenuto che gli Egato – ma forse intendevano gli Ato (!) – sono stati introdotti nel 2006 dal governo Berlusconi. Il che può essere anche vero, ma qua il problema è come si vuole far funzionare gli Ato dei rifiuti: se tramite un Egato come quello idrico (che non è affatto meno impegnativo e dove gli organi di amministrazione politica – cioè presidente e consulta dei sindaci – non prendono soldi) o se come quello ‘zingarettiano’ dei rifiuti, dove presidente e consiglio direttivo intascano migliaia di euro al mese.
