24 marzo 1949: nasce ad Amsterdam Ruud Krol. Un uomo “libero”. Sì perché l’asso olandese ricopriva il mitico ruolo di capo della retroguardia. Il corrispettivo internazionale di Gaetano Scirea, per intenderci.
Compagno di squadra e amico del compianto Johan Cruijff, protagonista nella strepitosa Olanda del Calcio Totale guidata da Rinus Michels. Una filastrocca a tinte orange: Jongbloed; Suurbier, Haan, Rijsbergen, Krol; Jansen, Neeskens, van Hanegem; Rep, Cruijff, Rensenbrink. Una squadra troppo bella per essere vincente. Nei Mondiali del 1974 e del 1978 infatti non riuscì a scalare l’ultima vetta della finale (prima contro la Germania Ovest, poi contro l’Argentina). Ma Ruud Krol è stato anche altro. A Napoli, come da lui più volte ribadito in diverse interviste, ha giocato e ha lasciato una fetta importante del cuore. Dal 1980 al 1984 la Serie A poteva permettersi il peccato di gola di abbracciare e ammirare sui propri campi campioni stranieri di questo calibro. Il patron azzurro Ferlaino iniziava quindi a strizzare l’occhio a spese monstre per piazzare colpi da urlo (Maradona arriverà qualche anno più tardi). Krol atterrò nello stivale calcistico direttamente dall’Ajax.
Al primo tentativo ci scappò quasi lo scudetto. Il team partenopeo allenato da Rino Marchesi chiuse quel torneo in terza posizione dietro Juventus e Roma. Gli azzurri archiviarono invece al quarto posto la stagione 1981-1982. Decisamente più complicate le ultime due annate dell’olandese in Campania, con una salvezza giunta non senza grattacapi nel 1982-1983 (Pesaola subentrò a Giacomini) ed un malinconico undicesimo posto nel campionato successivo (nonostante gli acquisti di altri fuoriclasse stranieri come Diaz e Dirceu).
La torrida estate del 1984, quella di Kalimba de Luna di Tony Esposito, la dirigenza napoletana fiutò l’incredibile possibilità di ingaggiare il Pibe de Oro Diego Armando Maradona, ormai in rotta con il Barcellona. Inevitabilmente Ruud Krol scrisse i titoli di coda della sua avventura in Italia. Il difensore dei Paesi Bassi giocò altre due discrete stagioni in Francia nel Cannes per poi archiviare la carriera agonistica.
Alessandro Iacobelli
