Il Campus Folcara dell’Universita degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale sta ospitando in questi giorni l’originale mostra intitolata “Donne vittime di guerra, artefici di pace”. L’inaugurazione ufficiale è andata in scena questa mattina alla presenza del Rettore dell’Ateneo benedettino Marco Dell’Isola.
Grazie all’impegno della Professoressa Fiorenza Taricone anche la mostra sulle madri costituenti sta facendo tappa in molti comuni della provincia di Frosinone riscuotendo grande apprezzamento. La stessa docente ha spiegato i dettagli dell’evento curato dall’Associazione Toponomastica femminile: “Apriamo oggi il sipario su una mostra dedicata a figure assai poco conosciute, soprattutto tra i giovani, come le donne Nobel per la pace. Dai primi del ‘900 all’ultima del 2021. Toponomastica femminile ci ha fatto questo grande onore debuttando qui, dopo aver vinto un progetto dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) nella settimana contro il razzismo. La seconda parte della giornata odierna invece riguarda un monologo dell’attrice Olimpia Ferrara. Abbiamo pensato di collegare queste grandi donne che hanno disegnato la globalizzazione della pace ad un evento territoriale ma con risvolti mondiali come quello delle ‘marocchinate’. Un’iniziativa davvero rilevante”.

“Oggi l’Università – ha dichiarato invece l’assessore alla Cultura, Comunicazione, Innovazione digitale del Comune di Cassino Danilo Grossi – lancia un bellissimo messaggio con l’inaugurazione di questa mostra molto importante che ricorda grandi donne che hanno fatto la storia premiate con il Nobel per la pace. L’evento di oggi si somma alle tante iniziative che abbiamo costruito sui temi di indubbia rilevanza come le ‘marocchinate’ e in generale la violenza sulle donne”.
Queste le considerazioni di Rosella Tinaburri, docente Unicas: “Abbiamo visto una testimonianza di quello che è accaduto a seguito della guerra in questa zona. Non abbiamo visto gli episodi di violenza, ma tutto ciò che è avvenuto dopo il maggio del 1944. Sono passati 80 anni e questa resta una storia molto potente. Olimpia Ferrara ha raccontato la vicenda di una donna di Esperia che ha dato coraggio a molte altre persone che come lei hanno vissuto il dramma delle ‘marocchinate’ durante il conflitto”.
“Denunciare all’epoca – ha rimarcato l’attrice Olimpia Ferrara – voleva dire mettersi addosso uno stigma sociale potente. Voleva dire cioè essere emarginate, voleva dire non sposarsi mai più. Questa donna fu però una delle pochissime a denunciare e in tal modo aprì la strada affinché anche le altre prendessero coraggio”.
TG24 HA SEGUITO L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA CON LE PROPRIE TELECAMERE. GUARDA IL SERVIZIO DI PAOLO PETICCA CON LE INTERVISTE COLLEGATE ALL’EVENTO ANDATO IN SCENA A CASSINO.