Sugli usi civici le perplessità giuridiche restano ma l’Amministrazione comunale di Isola del Liri tira diritto per la propria strada e prova a risolvere il problema.
Una vicenda che si trascina da anni e che coinvolge centinaia di famiglie delle contrade Selva e Selva alta. Come detto il Comune tira diritto per la propria strada e nell’albo pretorio on line sono state pubblicate ben 5 determine di affrancazione. Non entriamo nei dettagli e non facciamo nomi ma, per ogni singola pratica sono stati determinati i costi, le spese per il perito (250 euro) e quelle per il Comune (100 euro). Tutto sommato somme non ingenti per risolvere l’annosa problema. Come detto le perplessità restano perché la storia e gli atti non si cancellano. Eccoli. Il 10 dicembre 1993, la Regione Lazio con decreto firmato anche dall’assessore agli usi civici, il compianto Fernando D’Amata, nominò due periti demaniali: il geometra Mario Ardovini di Ceccano e l’avvocato Massimo Giangrande di Cassino. Dopo 5 anni di lavoro, il 28 dicembre 1998, l’istruttore demaniale Giangrande formalizzò la relazione storico giuridica dei beni di “uso civico”. Fu abbandonata in qualche scaffale del Palazzo Municipale di Isola del Liri fino al 17 dicembre 2009 quando il Consiglio comunale di Isola del Liri, esaminò ed approvò all’unanimità dei presenti la relazione Giangrande. Adesso si sta percorrendo una strada diversa e si punta sull’enfiteusi. E’ auspicabile, nell’interesse della gente della Selva, che sia quella giusta e che le perplessità espresse siano infondate. V.V.
