Frosinone – Assistente domiciliare e il compagno condannati per circonvenzione di incapace

Marina Mingarelli
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Circonvenzione di incapace. Questo il reato per il quale una assistente domiciliare ed il compagno entrambi residenti a Ceccano sono stati condannati a due anni di carcere.

La vicenda che ha portato i due imputati sotto processo risale al giugno del 2015, quando l’assistente domiciliare lavorava all’interno di una famiglia dove si trovava  un ragazzo portatore di handicap. I genitori a loro volta con problemi psichici (uno affetto da epilessia con ritardo mentale, l’altra affetta da oligofrenia) avevano piena fiducia in quella donna che si mostrava così affettuosa ed amorevole nei confronti del figlio. Avevano così fiducia in quella signora che le avevano persino confidato quanti risparmi avevano depositato in una polizza assicurativa postale: quasi 60mila euro.

Una volta però sapendo che questi avevano un piccolo debito con l’Acea l’imputata aveva iniziato ad intimorirli dicendo loro che con le nuove leggi Equitalia avrebbe potuto pignorare direttamente il denaro che tenevano alla Posta. Abusando della buona fede dei due coniugi l’assistente domiciliare era riuscita a convincerli a ritirare tutti i soldi dicendo loro che sarebbero stati meglio se custoditi a casa sua. E i poveretti si erano fidati consegnando tutto il denaro. Ma quando un anno dopo i due coniugi avevano chiesto  parte del loro denaro si erano sentiti rispondere dal compagno che i ladri  erano penetrati nella loro abitazione e che avevano rubato tutti i soldi. I due sventurati  hanno realizzato di essere stati truffati soltanto quando l’assistente domiciliare insieme al convivente non rispondevano più al telefono. A quel punto tramite gli avvocati Mauro Ariè e Angelo Micheli hanno fatto scattare la denuncia.  Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di condanna.

Mar.Ming.

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