Rinvenuta una moneta di circa 2250 anni fa da una giovane coppia che con i figli ama riscoprire la storia e l’archeologia del territorio. E’ stato ritrovato un vero e proprio tesoro ma la cosa più bella è la passione che i genitori stanno trasmettendo ai piccoli di casa.

Si tratta, nello specifico, di una moneta in bronzo, appartenente alla monetazione di Cales, coniata tra il 265 e il 240 a.C. che raffigura la dea Minerva con casco corinzio e profilo rivolto verso sinistra su una facciata, mentre sull’altra sull’altra c’è un gallo rivolto a destra con scritta “caleno”. I fortunati, impavidi e appassionati. sono Gianpiero Esposito ed Emmanuela Ianni, marito e moglie che, nel tempo libero, amano fare passeggiate in campagna o in montagna, muniti di attrezzatura da scavo e ricerca di oggetti antichi. “La nostra è una passione condivisa che portiamo avanti da tempo – ha spiegato Gianpiero Esposito – e da poco

abbiamo coinvolto anche i nostri due figli, Samuele e Andrea, soprattutto per farli uscire dal centro urbano di Sora e farli vivere in un contesto diverso, all’aria aperta e nella natura. Durante una delle nostre solite uscite, utilizzando anche il metal detector, in una zona che non possiamo dichiarare di Casalvieri, abbiamo avuto la fortuna di rinvenire una moneta, davvero in buone condizioni, forse la migliore tra i soli 11 ritrovamenti di questo genere avvenuti in Italia. Una volta portata a casa, dopo una ricerca approfondita, abbiamo capito che aveva oltre 2250 anni. coniata tra il 265 e 240 a.C.. Abbiamo potuto rendere nota la scoperta solo dopo la denuncia del ritrovamento alle Forze dell’Ordine alle quali è stata consegnata la moneta e alle Risorse dei Beni Culturali della Regione Lazio, entro e non oltre le 24 ore dal rinvenimento, come detta legge vigente. Ringrazio i Carabinieri della Compagnia di Sora e in particolare il Comandante Domenico Cavallo per aver dimostrato cordialità e competenza. Mi auguro, in tempi brevi, di poter ammirare questa splendida moneta che, insieme alla mia famiglia, ho voluto rendere pubblica”. Una bellissima passione quella di Gianpiero e di Emmanuela che hanno reso felici gli archeologi di zona. Presto la moneta con la Dea Minerva entrerà a far parte di un contesto museale.
Caterina Paglia