Arturo Gnesi, sindaco di Pastena, interviene sulla questione “immondizia” alla vigilia dell’assemblea sul bilancio della società Saf.
<<Il voto che verrà espresso dall’assemblea sul bilancio della SAF, per quanto mi riguarda, non sarà né la sfida finale tra schieramenti politici contrapposti e né la resa dei conti tra la popolazione locale e la dirigenza aziendale. Il problema esiste, è enorme, richiede competenza, professionalità, coraggio intellettuale, rigore scientifico, un alto profilo morale e lungimiranza. Non si risolverà con un voto, ci saranno ancora molte cose da comprendere, da studiare e da fare, ma c’è il rischio di arrivare presto al punto di non ritorno. Il bilancio non è solo una sfilza di numeri, un metodo aritmetico da condividere o da bocciare, caselle con cifre in entrata e in uscita, esso anzitutto esprime una logica ingiusta, è il frutto di una strategia sbagliata che obbliga, tra l’altro, di raggiungere delle quote minime di rifiuti per evitare il collasso economico. O almeno così ci fanno credere. Un management plan concepito in tal modo, non potrà che auspicare il trasferimento di rifiuti dalle altre province e in primis da Roma. L’emergenza della capitale, dovuta non ad un evento improvviso ed imprevisto, ma ad errori madornali della classe dirigente, verrà risolta mettendo a regime un impianto che avrà bisogno di un valido e consolidato affiancamento della discarica di Roccasecca e del termovalorizzatore di San Vittore. Insomma si faranno le prove generali per andare nell’unica direzione che si profila da tempo e che declassa tutto il nostro territorio. Praticamente si congela e si avvalla una situazione che dalle polveri sottili di San Vittore, alla puzza della SAF e dintorni, sta causando da tempo danni alla salute delle popolazioni locali . Ma questa situazione paradossale che a parole non nuoce a nessuno ma che nessuno vuole sotto casa, costituisce un freno alle attività commerciali e pregiudica in modo nefasto il futuro delle nuove generazioni. Una follia, un colpo basso che è contro la salvaguardia dei nostri centri storici, contro la promozione del turismo, contro la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e infine compromette l’economia agricola e le quote di mercato dei prodotti eno-gastronomici. Di fronte all’ostentazione delle “magnifiche sorti e progressive” dell’umanità ciociara io ho poche certezze e tanti dubbi. Innanzitutto la contaminazione dell’aria con miasmi nauseabondi di sicuro fa male alla salute, arreca alterazioni al sistema neuro-endocrino con danni certi alle funzioni vitali dell’organismo. Inoltre condiziona fortemente le relazioni umane, limita le abitudini familiari, detta ritmi e usi sia lavorativi che del tempo libero che sono contrari agli stessi principi sanciti dall’O.M.S. e dall’O.N.U. Anche la sorniona classe medica dovrebbe essere più autonoma e determinata nel suo ruolo non limitandosi a definire a puzza come un semplice fastidio, un mero inconveniente o addirittura una emissione odorigena innocua. La Chiesa dovrebbe sostenere questo duplica sforzo di tutelare l’ambiente e la salute pubblica. Il mio voto contrario è per il futuro di questa terra che non può essere trasformata in polo specializzato per il trattamento dei rifiuti, volgarmente detto la pattumiera del Lazio. Il mio voto che non si confonde con quanti fanno squadra per pesare la loro forza, per contarsi, per dare forma ad uno schieramento politico che ha il solo scopo di essere alternativo all’attuale maggioranza che governa la Regione. Fa poco onore alla politica sfruttare il disagio e la sofferenza della gente per meschini scopi elettorali o strumentalizzare la morte per colmare il vuoto progettuale o la scarsa credibilità personale. Voto no perché tra vent’anni qualcuno non ci debba rimproverare, prove alla mano, che abbiamo avvelenato il territorio e sacrificato i suoi abitanti per garantire gli affari di gruppi industriali e delle banche o di qualche lobby ereditiera di interessi illeciti. Giungeranno le critiche, ma come medico non posso tacere e come sindaco non posso obbedire>>.
