Scintille frusinati per i due candidati a presidente della Regione Rocca e D’Amato.
Ad alzare il tono del confronto è stato l’assessore alla sanità in versione rush finale, sempre col sorriso ma stavolta niente affatto benevolo. Ha sparato durante il suo discorso con i medici in mattinata organizzato da Battisti, Querqui e Mazzaroppi: “Scrivi Rocca ma leggi Storace. E’ la destra del mondo antico che abbiamo conosciuto, quella del depauperamento della sanità con le macro aree. Colpiranno la sanità pubblica”. E poi: “Quella di Rocca è una destra senza programma, una scorrettezza anche nei confronti dei suoi elettori e senza autonomia”. Via di questo passo. Insomma D’Amato attacca direttamente l’avversario: “Questa elezione è una questione tra me e Rocca. Gli elettori decidano se vogliono dare le chiavi della Regione a chi ha saputo gestire la pandemia e risanare i conti disastrati della sanità oppure al mondo antico”.
La risposta arriva qualche ora dopo da un altro locale, a poche centinaia di metri da quello che
in mattinata aveva ospitato D’Amato. Qui l’appuntamento lo avevano organizzato i candidati della lista civica del candidato alla Presidenza: Forte, Cestra, Giorgi, Arena, Gorghi e Poppa. Rocca non ha fatto sconti a D’Amato. Quando gli hanno fatto notare che in mattinata l’assessore aveva inaugurato il nuovo Pronto Soccorso ad Alatri ha risposto: “Buon per Alatri certamente ma per quanto riguarda il giudizio sulla sanità guidata da D’Amato in questa provincia il giudizio completamente negativo non può certo cambiare per quel Pronto Soccorso. Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno”. Sugli attacchi di D’Amato (niente programma e autonomia) la risposta è stata diretta: “Non so cosa voglia dire D’Amato circa l’assenza di autonomia. Mi pare che a forza di queste battute ce la stia mettendo tutta per arrivare terzo in queste elezioni.
Per quanto riguarda il mio programma elenco subito i punti salienti che riguardano anche questa provincia specificamente. Valorizzazione delle aree industriali studiando anche la velocizzazione della macchina burocratica e infrastrutture moderne e funzionali. Per quanto riguarda la sanità che D’Amato ha avuto dieci anni per rendere meno umiliante per la gente di questi territori è ovvio che il mio impegno sarà totale. Non voglio andare avanti ad elencare i disastri della sanità che vedo oggi perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e sapete bene che proprio io non posso farlo”.
Dario Facci
