FOCUS – Caro benzina, confermato lo stop dei distributori

Alessandro Andrelli
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L’Autorità ha riscontrato irregolarità per l’applicazione alla pompa di un prezzo diverso da quello pubblicizzato. Ai gestori non piace il decreto sulla trasparenza dei prezzi per le sanzioni ai distributori e affermano che “a queste condizioni è confermato lo sciopero” già indetto per il 25 e 26 gennaio.

“Sul caro carburanti continua lo scaricabarile del Governo” afferma il presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo mentre il presidente nazionale della Figisc Bruno Bearzi avverte che “se domani nell’incontro al Mimit non si riparte dal decreto si conferma lo sciopero”. Per il rappresentante della Fegica “è una situazione grave, se non fosse ridicola. Il Governo non può continuare ad avere sette anime l’una contro l’altra armata e sette posizioni diverse che finiscono inevitabilmente per scaricarsi sui cittadini di questo Paese e pure su una intera categoria di lavoratori. Non può dire oggi che i gestori si sono comportati correttamente e domani evocare l’intervento della Gdf e dell’Agcm”. Lo sciopero al momento è confermato. La soluzione è nelle mani di un negoziato specifico che non può partire se non in condizioni di assoluta serietà e competenza sui problemi di un settore che attendono risposte da troppo tempo”. Bearzi spiega che il decreto non piace ai gestori soprattutto nella parte relativa alle sanzioni, che sono “sproporzionate, non fanno deterrenza”, peraltro “i cartelli sono dannosi e inutili” e dovrebbero essere “tarati sull’area circostante non a livello regionale”. La mancata esposizione dei prezzi medi regionali porta a sanzioni di seimila euro che vuol dire “vendere 180mila litri di benzina, pari a sei autobotti”, e il carburante di un’autobotte viene venduto in una settimana, precisa il presidente della Figisc. La sanzione può arrivare sino alla “risoluzione del contratto e la richiesta di danni da parte della compagnia” petrolifera con “la chiusura dell’azienda” di distribuzione “e non lo possiamo accettare”. L’Antitrust ha avviato istruttorie con ispezioni nei confronti di Eni, Esso, IP, Kuwait Petroleum Italia e Tamoil. Lo annuncia l’Autorità spiegando di aver riscontrato irregolarità per l’applicazione alla pompa di un prezzo diverso da quello pubblicizzato, nonché per l’omessa comunicazione dei prezzi dei carburanti al portale “Osservaprezzi carburanti”. Dai controlli è emersa “un’omessa diligenza” da parte delle compagnie nei controlli sui distributori. Eni, Esso, IP, Kuwait Petroleum Italia e Tamoil “non avrebbero adottato misure o iniziative idonee a prevenire e a contrastare queste condotte illecite a danno dei consumatori”. (fonte: Ansa.it)
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