Calcio amarcord – Gli anni ’60 e Ghiggia al timone del Sora

Alesssandro Iacobelli
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Un Campione del Mondo alla guida del Sora. Nella stagione 1962-1963 la panchina bianconera infatti venne affidata in corsa ad Alcides Ghiggia.
Il duo al comando della società volsca composto dal Cavaliere Sirio La Pietra e da Don Mario De Ciantis deve fronteggiare un periodo a dir poco complicato in riva al Liri. Nel difficile torneo di Promozione (ai tempi non esisteva l’Eccellenza) la squadra, fortemente rinnovata in gran parte dell’organico con gli arrivi di Nacci, Quaglia, Torelli e dell’estremo difensore Corsi, deve salutare il tecnico Tanzilli che lascia la carriera per problemi di salute. L’interregno di De Mango dura appena una decina di gare. Ancor più breve l’investitura di Vittorio Senese, il quale dopo due incontri lascia il posto proprio all’ex ala funambolica di Roma e Milan. L’uruguagio nel 1950 fu l’artefice del trionfo della sua Nazionale ai Mondiali strappati al Brasile nella celeberrima giornata del ‘Maracanazo’. Dribblomane insaziabile, deciderà poi di trasferirsi in Italia per terminare l’esperienza da calciatore. Appesi gli scarpini al chiodo inizia a lavorare nelle Officine Alfra Romeo nella Capitale. Di lì a poco, fiutato il possibile affare, i vertici sorani convincono Ghiggia ad imbarcarsi nella nave bianconera. Nell’arco del campionato la truppa esprime un gioco a tratti piacevole da ammirare, ma latita spesso in continuità di risultati. Allo Sferracavallo cadono in molte tra cui ad esempio il Latina, il Nettuno, l’Artiglio, l’Abete, l’Alitalia ed il Sezze. Tra i più attivi in campo si segnalano un giovane Di Pucchio, la punta Martinelli, l’esterno Rocco Di Stefano ed il possente Marcotulli. Il torneo va in archivio con un quinto posto più che dignitoso, considerando anche la situazione economica del club non florida in quel frangente. In estate Ghiggia opta per l’interruzione del rapporto con il team volsco lasciando comunque un buon ricordo nei tifosi. Una storia affascinante durata troppo poco per essere gustata nel modo migliore. Alessandro Iacobelli
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