Anagni – Frana della Calzatora, il maltempo genera un torrente di fango

Ettore Cesaritti
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La pioggia di questi giorni, la cui intensità non accenna a diminuire, incuneandosi sulla strada privata della protezione provoca un torrente di fango che inonda la provinciale e aumenta il rischio.

Il 28 novembre scorso i dipendenti dell’impresa incaricata dei lavori hanno eliminato con il martello demolitore applicato all’escavatore, il manto di asfalto che proteggeva la strada bloccata da quasi due anni. L’operazione, all’apparenza preparazione per le palificazioni, non ha avuto alcun seguito, se non quello di aver privato la zona dell’unica difesa dall’aggressione del maltempo. Credendo di rimediare, qualcuno ha disposto il posizionamento di un telo di plastica ormai chiamato “pannolone” non sul luogo che riceve l’acqua piovana, ma sull’inizio della discesa. In tal modo, la pioggia penetra nel terreno incuneandosi e privando la massicciata del terriccio di coesione che, trasformato in fango, inonda Via Cerere Navicella e le abitazioni sottostanti. Il timore è che in questo modo possa aumentare il rischio di ulteriore frana, forse ben peggiore della prima. Il sindaco Natalia ha incontrato alcuni dei residenti, assicurando la ripresa dei lavori con termine a febbraio 2023, mentre le opposizioni chiedono delucidazioni sulle iniziative dell’Anac e sul riscontro da parte dell’ente. E.C.
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