5 dicembre 2004, stadio San Paolo: Napoli – Sora 2-0. Il canto del cigno dei bianconeri in Serie C regala la suggestiva sfida contro i partenopei. Nei due incontri disputati il bilancio è di una sconfitta e un pareggio per la truppa volsca.
Nel pomeriggio di Fuorigrotta gli azzurri strappano i tre punti con uno sfortunato autogol di Carnevali e il timbro su penalty del Pampa Sosa. L’arbitro alla mezz’ora assegna il tiro dagli undici metri per il fallo di Morleo su Varricchio con annessa espulsione del laterale mancino. Dagli undici metri l’ex centravanti dell’Udinese non sbaglia. La truppa di Capuano spinge sull’acceleratore nonostante l’uomo in meno ma non riesce a trafiggere la porta di Gianello. Tra i più attivi Magliocco che sfiora il gol in due occasioni cogliendo pure un palo nella ripresa. Nel match di ritorno al Tomei, Ripa e compagni fermano gli avversari, guidati in panchina dal subentrato Reja in luogo di Ventura, sullo 0-0 sfiorando anche la gioia del successo tra le mura amiche. In terra campana era appena cominciata l’era del patron Aurelio De Laurentiis, imprenditore cinematografico che salverà il sodalizio partenopeo dalla sparizione dopo le tormentate vicissitudini con la poltrona presidenziale occupata dai vari Ferlaino, Corbelli e Naldi.
Una stagione tormentata quella 2004-2005 invece per il club volsco. Il bilancio societario segna rosso e la confusione gestionale sembra regnare sovrana. Nell’annata precedente la salvezza era arrivata per il rotto della cuffia negli ultimi novanta minuti del Fattori di L’Aquila grazie al rigore siglato da Costanzo. I tempi gloriosi targati Di Pucchio sembrano lontanissimi. L’estate porta una rivoluzione tecnica espressamente voluta da Eziolino Capuano. Nel marasma si salvano soltanto Magliocco, protagonista di un gol da cineteca contro il Lanciano, il terzino Archimede Morleo, che troverà meritata fortuna tra le file del Bologna anche in Serie A, il centrocampista Bricca autore poi di ottime esperienze nell’Arezzo in cadetteria, e il difensore Max Cianfarani. Il girone B, dominato dal Rimini di Ricchiutti e Muslimovic, si rivela quasi proibitivo per un Sora malinconico che archivia il torneo con 34 punti all’attivo (2 di penalizzazione).
Al capezzale viene richiamato il totem Di Pucchio. Il Maestro però, dopo due partite, decide di non proseguire di fronte ad una squadra disunita e poco disposta a rimettere in piedi una situazione complicata. Torna al timone quindi Capuano che traghetterà la nave fino ai play-out contro il Giulianova scrivendo sostanzialmente i titoli di coda della storia professionistica bianconera. Una lenta agonia che culmina con le due sconfitte patite al cospetto dei giallorossi abruzzesi. Di misura la caduta nella gara di andata al Fadini, 3-1 invece il passivo una settimana dopo in riva al Liri.
Alessandro Iacobelli