Frosinone – Bimbo maltrattato dal patrigno che lo aveva soprannominato Cenerentolo

Marina Mingarelli
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Quella di Giovanni (il nome è di fantasia), un bambino di 11 anni residente a Frosinone, potrebbe sembrare la storia di Cenerentola al maschile. Ma la sua fata, quella che è riuscita a portarlo via da quella abitazione dove veniva vessato e maltrattato, è stata proprio la sua mamma.

E’ stata lei che si è fatta coraggio ed è scappata di casa con il figlioletto. Scappata da quel marito padrone che aveva conosciuto quando già aveva un bimbo (il marito era morto in un incidente d’auto mentre lei era al sesto mese di gravidanza). Il coniuge, un professionista di 50 anni, inizialmente le aveva fatto credere che avrebbe cresciuto il suo bambino come se fosse stato suo. Invece una volta sposata, trattava il ragazzino come se fosse un inserviente. Il bambino doveva pulire i bagni, dare da mangiare agli animali da pollaio e estirpare le erbacce che crescevano in giardino. Il piccolo aveva talmente timore del patrigno che si sottometteva ad ogni tipo sopruso. Se il bambino non svolgeva bene il lavoro che gli assegnava quotidianamente erano botte a non finire. Stessa sorte toccava alla madre se provava a difendere il figlio. Il professionista aveva dato a Giovanni il soprannome di “Cenerentolo”. A detta del patrigno quel ragazzino doveva guadagnarsi il cibo che consumava perchè era lui che portava i soldi a casa. Fortunatamente quell’inferno è finito alcuni mesi fa quando la donna, è scappata di casa e si è rivolta al centro antiviolenza “Spazio Ascolto Osa” di Frosinone. L’uomo adesso è stato rinviato a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Il minorenne tramite la mamma si è costituito parte civile. Giovanni avrebbe riferito di non voler più avere alcun contatto con il patrigno. Oggi sul banco dei testimoni è salita la nonna, paterna, la quale si era accorta della sofferenza del nipote. Il ragazzino tramite la madre si è costituito parte civile. Sarà difeso dall’avvocato Sonia Sirizzotti. Mar.Ming.
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