Alatri/Roma – Avviato il restauro della Testa di Balbi

Andrea Tagliaferri
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Una collaborazione scientifica tra Associazione Gottifredo e Università La Sapienza per far tornare agli antichi splendori un’opera davvero unica che verrà poi esposta nella Certosa di Trisulti per essere ammirata.

Il prezioso quadro del pittore ottocentesco napoletano Filippo Balbi, maestro che ha segnato l’arte di quel secolo in provincia di Frosinone e non solo verrà restaurato grazie all’accordo tra l’Associazione Gottifredo e il Museo di Storia della medicina dell’Università ‘La Sapienza’, sostenuto dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che sempre è vicina alle iniziative della struttura fondata, tra gli altri, dal Prof. Tarcisio Tarquini. Proprio quest’ultimo, assieme al curatore della mostra Mario Ritarossi e, per il Museo di storia della medicina, alla direttrice Maria Conforti e al curatore Alessandro Aruta, ha reso noto il progetto con una nota ufficiale. L’impegnativo lavoro di restauro è stato affidato alle mani esperte della restauratrice Natalia Gurgone della società KOINÈ Conservazione Beni Culturali, che ha già lavorato sul dipinto recuperandone fini particolari e colori che il tempo aveva compromesso. La cosiddetta “Testa di Balbi” è un quadro, un olio su tavola quadrata, composto nel 1854 e raffigura una testa umana composta da corpi, sulla scia della tradizione arcimboldesca del XVI secolo che, per la sua particolarità, fu esposta per la prima volta nei padiglioni dello Stato pontificio dell’Esposizione Universale di Parigi del 1855. Qui il dipinto fu anche premiato per la fantasia grottesca e per l’accuratezza anatomica con corpi umani posti a rappresentare muscoli e ossa della testa di un uomo quasi scarnificata, molto simile a immagini contenute nei vecchi manuali di medicina. “Il restauro- dichiarano nella nota i referenti delle due strutture coinvolte nel progetto- è il passo iniziale di un percorso che porterà alla realizzazione di una mostra interamente incentrata sul quadro che si terrà nel 2023 negli spazi della Certosa di Trisulti, dove il “pictor egregius” – così Balbi è definito nelle cronache del tempo – visse per lunghi anni, ospite dei monaci certosini, prima di trasferirsi ad Alatri, città nella quale operò fino alla morte avvenuta nel 1890”. Il progetto espositivo sarà curato dal professor Mario Ritarossi, pittore e docente di storia dell’arte con il coordinamento scientifico della professoressa Maria Conforti, responsabile del Museo universitario e permetterà un viaggio suggestivo all’interno di un’opera dal significato per tanti versi ancora misterioso e da approfondire. Andrea Tagliaferri
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