Maltrattamenti sulla convivente, operaio di 47 anni residente a Veroli condannato a tre anni e sei mesi di reclusione più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.
L’uomo è stato giudicato con giudizio abbreviato. L’ultima volta che aveva preso la compagna a pugni ed a calci risale a due anni fa quando la donna dopo aver negato le chiavi della vettura all’operaio, era stata riempita di botte. L’aveva picchiata davanti al loro bambino di pochi anni. Quel giorno dopo essere stata percossa e strattonata, la donna era stata costretta a trovare rifugio dalla madre. Ma anche fuori da quell’abitazione la vittima ha vissuto mesi di inferno. Il suo ex infatti non faceva altro che perseguitarla arrivando anche a minacciarla di morte. Ma l’episodio più sconvolgente ha riguardato proprio il loro bambino. L’uomo infatti che aveva trascorso alcune ore con il figlioletto l’aveva minacciata di non restituirglielo più. La donna che aveva cercato di strapparglielo dalle mani era stata a picchiata selvaggiamente. Quest’ultima non sapendo come proteggersi aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Da qui era scattata la denuncia. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di condanna La vittima che si è costituita parte civile è stata rappresentata dall’avvocato Massimo Patriarca. Mar. Ming.
