Ad una settimana dall’appuntamento elettorale che potrebbe determinare il terremoto nell’assetto politico nazionale, gli inviti a votare si limitano alle battute sui social ed agli incontri fra pochi intimi.
I comizi e le riunioni che si susseguono un po’ dappertutto, fanno registrare presenze da contare sulle dita di una mano, al massimo due. I ripetuti annunci ad effetto “votiamo l’onorevole che c’è stato sempre vicino!” non fanno effetto se non negativo, vista l’inesistenza di qualsiasi iniziativa a favore sia del territorio che in generale degli italiani. Il nulla ha contraddistinto i nuovi politici, l’esercito di giovani baciati dalla fortuna la cui unica attività è stata quella di incassare i lauti compensi sperando nel futuro vitalizio. La Ciociaria, che poteva contare su un numero spropositato ed insperato di rappresentati nelle stanze che contano, ha visto il nulla in quanto ad occupazione, ambiente, sanità ed istruzione. I gestori della regione, poi, hanno continuato nel perseguimento di nepotismo ed asservimento agli affaristi. Chi votare? Con la (quasi) scomparsa delle ideologie la domanda appare piuttosto insidiosa, e non saremo noi a proporre risposte. La delusione domina sovrana, e se i previsti risultati premieranno le persone (Giorgia, Enrico, Matteo/i …), non sarà certamente per la bravura dei loro rappresentanti locali, incapaci financo di fare gli … attacchini! E.C.
