Matteo ha 4 anni e le idee ben chiare, in una lettera chiede aiuto ai carabinieri affinché il suo luogo di giochi resti tale.
Fa emozionare la lettera del piccolo Matteo, un bambino di appena 4 anni di Civitella che, a modo suo, si rivolge ai carabinieri per evitare l’installazione di un ripetitore di telefonia mobile a pochi metri dal piazzale dove è solito trascorrere le giornate a giocare con altri bambini. “Caro Maresciallo, mi chiamo Matteo e mi piacciono i Carabinieri. Non voglio l’antenna perchè voglio giocare con il pallone laggiù. Per favore aiutatemi e venite a giocare con me”. ‘L’augurio -le parole del presidente del comitato civico, Giovanni Gasparri- è di trovare un accordo tra il gestore ed il Comune per delocalizzare l’impianto in un posto con maggiore copertura, per offrire un servizio di qualità, senza però ledere gli interessi dei residenti. Intanto -aggiunge Gasparri- sembra essere svanito tra i cassetti degli uffici comunali anche il progetto per la realizzazione di un parco pubblico a Civitella, che è stato presentato prima di quello dell’antenna e la cui petizione ha raccolto oltre 200 firme di residenti. A pagarne le conseguenze saranno proprio i bambini che al posto del luogo di aggregazione sociale vedranno sorgere il ripetitore telefonico ad alta potenza. Questo triste evento è anche una grande occasione educativa per tutti i genitori che devono insegnare ai bambini il rispetto e la fiducia nella giustizia, ma al contempo devono insegnare loro a ribellarsi con forza a tutte le ingiustizie. La comunità che preannuncia battaglia, confida nell’operato della magistratura’. AC
