Anagni – Biodigestore: il Ministero non ha competenze a riguardo, spiega la Sottosegretaria Ilaria Fontana

Anna Ammanniti
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Il giorno dopo l’autorizzazione definitiva alla realizzazione del biodigestore, gli umori sono ancora gli stessi: rabbia e stupore. Rabbia perché è stato autorizzato un impianto ad alto impatto ambientale in un territorio già altamente compromesso dal punto di vista ambientale e stupore nel constatare lo “scaricabarile” delle responsabilità. Cerchiamo di fare chiarezza e a tal proposito abbiamo sentito l’onorevole Ilaria Fontana, Sottosegretaria di Stato al ministero della Transizione Ecologica. 

Innanzitutto è necessario sottolineare che il ministero della Transizione Ecologica non ha alcuna competenza riguardo i biodigestori e quant’altro. L’art. 117 della Costituzione cita che spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento alla materia di gestione rifiuti. Queste le parole dell’on. Ilaria Fontana: “Come deputata prima e come Sottosegretaria successivamente, mi sono immediatamente interessata a tale criticità. Va ricordato anche che se un ministero esautorasse una regione nel merito delle proprie competenze, comporterebbe una violazione della Costituzione. Inoltre occorre precisare che il rilascio dei pareri di compatibilità ambientale (VIA) e del conseguente rilascio di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio degli impianti di trattamento rifiuti è una competenza regionale e sono rilasciate dalle direzioni regionali competenti sulla base degli atti di indirizzo regionali, come il piano regionale di gestione dei rifiuti. Altre istituzioni partecipano al procedimento dando parere esclusivamente nel merito della propria competenza ed è per questo che il ministero della Transizione ecologica, così come in ogni altro caso analogo, ha da sempre fatto riferimento alle linee guida emanate per la bonifica del sito di interesse nazionale (SIN) della Valle del Fiume Sacco: già con una nota del 07/09/2020 il ministero aveva comunicato alla Regione Lazio che prima dell’inizio dei lavori doveva comunque essere eseguita una caratterizzazione dell’area così come previsto per tutte le opere che comportano attività di scavo all’interno del SIN.” Anna Ammanniti 
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