La Lega della città dei papi dà uno scossone all’apatia che avvolge fin da troppo tempo la politica anagnina; gettando un macigno nello stagno della pigrizia
Giorgia Nobili, che spesso morde il freno per disciplina di partito, dà il via alla campagna elettorale, che si prevede asperrima, offrendo pacati consigli agli elettori; suggerimenti affatto peregrini. Sulle candidature ancora in fieri, la dott.ssa Giorgia ironizza sorniona “oltre e prima di ascoltare sermoni autoincensanti, chi si ripropone dovrebbe illustrare il lavoro svolto finora – aggiungendo – e sia chi ha già governato che chi si propone a farlo, avrebbe il dovere di spiegare agli elettori le cause e le responsabilità del disastroso stato del nostro territorio”. Dopo il fioretto, la mannaia “occupazione risibile, e soprattutto una sanità che produce morti e malattie: di chi la colpa?”. Scendendo nei dettagli, l’affascinante portavoce dei leghisti anagnini affonda il coltello nella piaga “depuratori mal funzionanti e, nel caso di quello anagnino, con lavori mai ultimati ma orchestrati per vendere fumo nelle ultime campagne elettorali. E la sanità? Code chilometriche ai pochi pronto soccorso rimasti in funzione, liste d’attesa che meglio tacere per vergogna, e strutture chiuse (vedi Anagni) nonostante le occasioni offerte dai recenti ricchi finanziamenti”. Sulla gestione complessiva del territorio “centinaia di scheletri di cemento, e concessioni rilasciate al limite della regolarità per iniziative morte sul nascere; disponibilità verso le istanze di faccendieri senza scrupoli che hanno a cuore ben altro che l’occupazione e la Ciociaria”. Per il resto “occasioni perdute per incapacità ed altro, sulle quali avremo modo di confrontarci”. Questo si chiama parlare chiaro. E.C.
