“Il rappresentante del Comune di Isola del Liri comunica che l’area individuata per la realizzazione dell’impianto di depurazione è l’unica possibile presente sul territorio comunale…”.
Non pare vero ma è quanto si legge a pagina 3 del verbale della quarta seduta del tavolo tecnico della procedura di impatto ambientale per la realizzazione nella frazione Capitino del depuratore intercomunale Isola del Liri – Arpino che si è tenuta questa mattina, alle ore 10. E non è tutto. Il rappresentante del Comune di Isola del Liri che nella circostanza era l’ingegnere Pierpaolo Spaziani Testa, si è spinto oltre e in tre punti ha spiegato perché il depuratore si deve fare a Capitino: “1) ad oggi i collettori esistenti sono ubicati in prossimità dell’area individuata; 2) si riescono ad ottimizzare gli eventuali impianti di sollevamento dei reflui…; 3) non sono presenti altre aree di sufficiente ampiezza anche in funzione delle fasce di rispetto”. Ciò che ha scritto il rappresentante del Comune di Isola del Liri e che è a verbale è in netto contrasto con quanto segnalato ieri, in una nota ufficiale dal nuovo presidente del Comitato di Capitino, Enzo Rea. Dal verbale emerge anche una modesta modifica procedurale per il rilascio della deroga che, però, consentirà al sindaco, ragionier Massimiliano Quadrini e all’ex presidente del Comitato, Gianpaolo Tomaselli di evitare il dibattito pubblico in consiglio comunale. Fin qui gli aspetti tecnici e procedurali. Sul piano politico ed elettorale una sola domanda: ma nel maggio del 2019 alla gente di Capitino cosa è stato detto e promesso? V.V.
