FOCUS – Stop alle telefonate selvagge del telemarketing, ma c’è subito l’inganno!

Alessandro Andrelli
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Da domani stop alle telefonate selvagge, un freno al telemarketing arriva il Registro delle Opposizioni ma rischia il flop. Baldelli: “Troppi operatori sono illegali o all’estero”. Così si legge sulle pagine online di Ansa.it.

Un fenomeno chiamato “telemarketing selvaggio” che da anni assilla i cittadini vittime di telefonate commerciali non desiderate, e destinato – almeno sulla carta – a sparire il prossimo 27 luglio, data entro la quale è prevista l’attivazione del Registro pubblico delle Opposizioni. Un addio che, tuttavia, rischia di non essere definitivo, “in ragione della presenza di operatori che agiscono nell’illegalità e nel sommerso o da sedi estere”, come sottolinea il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, Simone Baldelli. Il Registro, in sostanza, potrebbe rivelarsi un flop, in quanto le nuove disposizioni non si applicano ai call center ubicati all’estero, e a causa della presenza di operatori illegali capaci di aggirare le norme. E che il telemarketing sia un business che fa gola a molti lo confermano i numeri: in base alle stime del Codacons, il comparto genera in Italia un giro d’affari da 4 miliardi di euro annui, con la vendita telefonica di beni e servizi che produce un volume, per l’intera filiera, stimabile in 40 miliardi di euro. 1.400 sono le aziende di call center in “outsourcing” attive nel nostro paese, per un fatturato annuo di 2,8 miliardi di euro. Considerati anche i call center interni alle aziende, il telemarketing registra circa 120.000 occupati in Italia. Tornando al Registro pubblico delle Opposizioni, dal 27 luglio gli utenti avranno a disposizione 4 modalità di iscrizione per non ricevere più telefonate commerciali o per il compimento di ricerche di mercato (anche generate da sistemi automatici) sui propri numeri fissi e mobili: web, numero verde, email e raccomandata. L’operatore di telemarketing che utilizza i dati presenti negli elenchi telefonici pubblici è tenuto a verificare con il RPO le liste dei potenziali contatti, tramite una serie di servizi disponibili sul sito del registro stesso. Pesantissime le sanzioni in caso di abusi e violazioni: gli operatori rischiano multe fino a 20 milioni di euro, per le imprese sono previste sanzioni fino al 4 % del fatturato totale annuo.
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