Una giornata in ricordo del Finanziere vittima dell’eccidio di Cefalonia Salvatore Giovannone. Nel video il servizio di Paolo Peticca per Tg24.

Ieri, Domenica 3 luglio, la giornata in ricordo del Finanziere Salvatore Giovannone, vittima dell’eccidio di Cefalonia. Il messaggio del sindaco Massimiliano Quadrini: “L’occasione per ricordare il sacrificio di Salvatore Giovannone, giovane concittadino isolano in forza alla Guardia di Finanza, che rimase vittima nel 1943 dell’eccidio di Cefalonia. Il Comune di Isola del Liri, che ha già onorato Giovannone dedicandogli uno spazio urbano al bivio di Carnello, continuerà ad appoggiare le iniziative dedicate a chi, come Giovannone, ha sacrificato la sua giovane vita alla Patria, alla libertà e all’onore dell’Italia”.

Riportiamo ora la lettera, in memoria di Salvatore Giovannone.
Carissimo zio Salvatore,
quando partisti per la guerra il dolore di tua madre si fece ancora più intenso, per il triste presentimento che il giovane figlio, non ancora ventenne, non sarebbe più tornato. Salutando i tuoi cari anche tu raccontavi che le tue scarpe sarebbero state bruciate dal sole di chissà quale terra straniera.

La guerra è sempre la negazione della razionalità, che smette di illuminare “le magnifiche sorti e progressive”, per dare spazio alla violenza e alla sopraffazione. Eppure i racconti del passato risuonano con tutto il loro fascino nella mente di un bambino, che si appresta a leggere e a scrivere le sue prime pagine della Storia. Probabilmente l’amore per la Storia scaturisce proprio da quei racconti appassionati e mai banali di un soldato, che parte per la guerra con la consapevolezza tragica del proprio destino. Oggi sono certo che se quel bambino ha la fortuna di insegnare la Storia ad una miriade di adolescenti, il merito è senz’altro del fascino autentico di quei racconti di guerra.
Di Salvatore Giovannone, partito giovanissimo per le isole Ionie che separano la Puglia dalla Grecia occidentale, chi parla conserva il nome e lo onora tutti i giorni, cercando di mantenere un alto profilo etico e morale. Infatti il secondo nome che compare su tutti i documenti ufficiali è proprio quello di Salvatore. Il nome dello zio che un funzionario dell’anagrafe comunale, ironia della sorte, dimentica di separare dal primo con la fatidica virgola. In tal modo, dal giorno della mia nascita, la memoria dell’eroe di Cefalonia vive in me ed io in lei. Mi sembra ancora di sentire nelle mie orecchie la voce di mio padre Nello, che racconta al suo bambino quanto sia bello e generoso lo zio Salvatore, che dalla Grecia non mancava mai di inviare al suo nipote preferito una piccola somma per le numerose necessità quotidiane, in quei tempi tristi e dolorosi della seconda guerra mondiale.

Salvatore Giovannone nasce a Isola del Liri il 3 luglio 1921. E’ alto un metro e sessantanove centimetri, ha un viso ovale con capelli neri, occhi castani, sopracciglia nere, naso greco, bocca e mento regolari. Di religione cattolica, ha la quinta elementare ed è pittore. Egli muore a Cefalonia il 13 settembre 1943 e viene sepolto in una fossa comune con una semplice benedizione che oggi rinnoviamo con profonda devozione.

Oggi che soffiano nuovamente venti di guerra sulle speranze del mondo e del genere umano, preghiamo il Signore che proprio quelle speranze di un mondo migliore, fondato sui pilastri della libertà, della giustizia e della pace, risiedano nelle giovani generazioni, alle quali è dedicato il sacrificio estremo dei giovani caduti di ogni guerra. Il viaggio non si ferma e il treno continua la sua corsa verso un confine confortato dai raggi di un sole nascente. Tuttavia il pensiero si sofferma su quell’immagine del tricolore che sventola sul sacrario di Cefalonia e su ogni altro luogo di rinascita morale e di riscatto civile. Quello sventolìo è come una morbida carezza, che conforta il sonno eterno di chi ama la propria terra; uno sventolìo che sembra sussurrare: “Grazie ragazzi, il vostro sacrificio non è vano…”.
Grazie zio Salvatore, il Signore ti accolga misericordioso nella pace dei giusti, con la consapevolezza di incontrarci presto in Paradiso e con la certezza di aver meritato insieme a te una vita che dura per sempre.