Dopo anni di angherie e di soprusi una casalinga di 47 anni è riuscita a chiedere aiuto ad un centro antiviolenza e a denunciare il marito padrone, e di soprusi da parte del marito , un imprenditore di 60 anni di Alatri .
Le scene di violenza si ripetevano quasi ogni giorno tra le mura domestiche di quella casa davanti alla figlioletta di 12 anni. L’uomo pretendeva che lei obbedisse ai suoi ordini perché era lui che portava i soldi a casa. Quindi se la moglie si rifiutava o trasgrediva a quelli che erano i suoi voleri erano botte e privazioni. Se per esempio si rifiutava di avere rapporti sessuali non le dava i soldi per fare la speda. Per non parlare del fatto che le impediva di utilizzare la lavatrice, di usare l’acqua corrente e di utilizzare l’energia elettrica.Ogni comportamento del coniuge era finalizzato ad allontanarla da quella abitazione. Secondo la procura che ha avviato l’inchiesta, Il marito sperava che esasperandola potesse andarsene di casa lasciando la figlioletta con lui. Tale progetto però non si è concretizzato . Tant’è che la ragazzina è stata collocata in un rifugio protetto insieme alla madre. Secondo gli elementi raccolti dal pubblico ministero dottoressa Rossella Ricca che a conclusione delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dell’imprenditore, l’uomo aveva fatto di tutto affinché la moglie venisse considerata una persona psico labile e bisognosa di cure. E quando il giudice ha deciso di allontanare dalla casa familiare anche la figlioletta minorenne, avrebbe continuato a diffamare la donna sui social scrivendo che era una pazza che aveva tentato il suicidio e che addirittura era stata sottoposta a Trattamento Sanitario Obbligatorio. Il 5 ottobre prossimo l’uomo dovrà comparire davanti al gup che dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio. La casalinga che si è costituita parte civile sarà rappresentata dall’avvocato Sonia Sirizzotti . L’imputato verrà difeso invece dai legali Enrico Pavia e Davide Salvati. Mar. Ming.
