Distrutti ettari di vegetazione e una pineta, lavorano senza sosta ben 10 squadre di soccorso, un elicottero e due canadair. Intanto scappano i villeggianti rimasti anche senza acqua!

Il feroce incendio in atto già dallo scorso sabato pomeriggio si è esteso e sta mettendo a dura prova i numerosi soccorsi presenti nelle zone di Fontanelle dei Monti fino al costone che sovrasta il Montetto, a confine con con San Donato Val di Comino. Nonostante le operazioni effettuate dai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Sora, dei Volontari del Nucleo della Protezione Civile di Atina, Pescosolido, Broccostella insieme ai colleghi

dell’ANVVFC di San Donato e di Vicalvi, i focolai sono ripartiti con estrema facilità nella notte e di nuovo questa mattina con la complicità del forte vento. Al momento sono in azione due canadair della Regione Lazio e circa dieci squadre tra pompieri e volontari. Restano chiuse, al transito dei mezzi all’uscita di San Donato Val di Comino fino a Forca D’Acero, la strada regionale 509 e da

oggi anche la 666 di Sora. Sì, perché purtroppo le fiamme hanno raggiunto anche l’area del Parco Nazionale. Fortunatamente le abitazioni circondate dal rogo sono state subito messe in sicurezza già da ieri, ma alcuni villeggianti provenienti da Roma hanno preferito trascorrere la notte in albergo. Sui punti più critici dell’incendio sono presenti

anche il sindaco di Alvito Luciana Martini, il suo vice e altri consiglieri che stanno portando cibo ed acqua alle instancabili squadre di soccorso. Presente anche il sindaco di San Donato Enrico Pittiglio che ha messo a disposizione la cisterna degli impianti sportivi e alcuni pozzi e coglie l’occasione per ringraziare tutte le forze operative sul campo e la Prefettura di Frosinone per la preziosa collaborazione in questo particolare caso di emergenza. Un caso di emergenza non nuovo che purtroppo si ripete periodicamente grazie alla mano distruttiva dei piromani di turno che già due anni fa distrussero colline e montagne nella stessa zona. Si attendono nuovi aggiornamenti.
Caterina Paglia